Il tempo

Il tempo passa inesorabile

e lascia traccia di sé

in fragili cuori.

 

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Rabbia

Vedo menti malate

preda di allucinazioni

gettare al vento

i nostri migliori talenti.

 

Sento discorsi vacui

da alti scranni di mogano

affossare persone inermi

buone solo come calpestio.

 

Parlo di uomini e donne

massacrati e derisi

senza volto e senza nome

in fila per un piatto vuoto.

 

Sfioro corpi bruciati dal sole

logori per una vita di lavoro

ammassati nei loro giardini

come concime per i fiori.

 

E odoro il futuro che verrà

un’utopia in cui l’uomo

sarà al centro di ogni pensiero

una vittoria per tutti.

I pensieri

I pensieri
mi colgono
all’improvviso,
mentre sto pensando.
Opprimono
il mio candore,
la mia eterna ingenuità.
Fuoriescono come lava,
incandescente,
inarrestabile.
Fluiscono parole,
come vellutati versi.
A volte cantano,
più spesso piangono,
ma sono incessanti,
poi,
all’improvviso,
il silenzio.

I lampioni

Si accendono i lampioni,
un clic di luce
che rischiara
il buio incombente.
Troppe luci
bruciano la notte,
vanamente
proseguono
il giorno.
Ci portano
ancora
rumori di vita.
Ma la notte
ha bisogno di silenzi
per pensare
all’agire di domani.
La notte
è un po’ morire
in attesa dell’alba
che ci farà rifiorire.

La vita è sangue

La vita è sangue

il sangue dei vinti,

degli umiliati,

degli offesi.

Di chi vende

la propria dignità

ma anche

di chi la rivendica.

Non esiste il bene e il male,

solo una lotta

tra chi emerge

e chi affonda.

L’uomo ha inventato

il bene e il male

per giustificare

le proprie azioni.

Per celebrarsi

e autoassolversi

a seconda delle necessità

in nome di se stesso.

Uccide per tornaconto,

ascolta per obbligo,

ama per necessità,

vive per scelta.

La vita è monotona,

a tratti brillante,

ma ripetitiva e noiosa,

troppo banale.

Il nostro passaggio,

che ci sembra lunghissimo,

è più veloce di una cometa

e ci porterà nell’oblio.

La nostra memoria è brevissima

ma non è incisa a forza nella pietra,

solo parole e graffiti

per le prossime generazioni.

Laceranti parole

che fra mille anni

saranno spazzate dal vento

come sabbia nel deserto.

Non rimarranno gesta

dei nostri pensieri,

il mondo brucerà

ammorbando l’aria.

La terza guerra mondiale

ci annienterà

o ci rinchiuderà sottoterra

di nuovo a vivere nelle caverne.

Ma c’è ancora tempo

per invertire la rotta.

Si chiama cooperazione

il nostro tempo.

Né vinti, né vincitori.

I nostri corpi

I nostri corpi invecchiano,
mai più potran giacere,
voluttà dimenticate,
ricordi
a lacerare il cuore.
I nostri visi,
dimentichi
della loro bellezza,
dell’ardore
con cui brucia
il legno nel camino,
ma gli occhi
sempre ti guardano
con rinnovato amore.

L’anima del mondo

L’amore per una persona fa sì che i giorni siano uno diverso dall’altro, è un sentimento che provoca emozioni a volte incontrollabili, e l’emozione è una componente essenziale della nostra vita, da essa ci arriva ogni giorno, in ogni momento lo stimolo per muovere la nostra giornata.

Uomini e donne, più di ogni altro essere vivente, sono sempre alla ricerca della felicità, credo che questa sia la ricerca più importante, anche se a volte inconscia, quella che ci sostiene sempre.

Quando manca nella nostra vita è un disastro, e la nostra vita non dev’essere così, è l’unica che abbiamo e dobbiamo goderla fino in fondo.

Per godere della felicità dobbiamo godere della bellezza, coltivare la bellezza, non solo quella esteriore, effimera, ma quella interiore molto più duratura.

E bisogna iniziare presto a fare questo, indirizzare i giovani a coltivare la bellezza, senza mettersi in competizione continuamente.

Competere è un istinto naturale dell’essere umano, ma va limitato, è molto più utile cooperare per ottenere felicità.

Quando manca la felicità spesso subentrano tristezza e solitudine, ma è vero anche il contrario, quando si è tristi e soli non c’è felicità.

Si può essere felici anche vivendo soli ma non si sarà mai completi se non c’è il desiderio di donarsi agli altri.

Vivere felici senza amore mi sembra molto difficile, certo non c’è niente di impossibile, ma amore e felicità vanno di pari passo.

Se non c’è questo affiancamento l’amore è incompleto; felicità e amore sono un binomio inscindibile, quando si è tristi per amore bisogna lavorare per eliminare questa condizione.

Non voglio dire che si possa essere innamorati e felici in ogni momento della nostra vita, è solo la condizione di fondo per esprimere il meglio di noi stessi.

Ma la tristezza può essere un’emozione normale che arricchisce la vita, molti poeti ne sono stati ispirati (io stesso che mi diletto a scrivere “pensieri in libertà” l’ho provato e leggendo LES FLEURS DU MAL di Baudelaire capisco la grandiosità che questo poeta maledetto ha saputo esprimere).

La tristezza è un sentimento normale se associato ad una perdita, se diciamo addio ad una persona che amiamo o che abbiamo amato, se lei se ne va per sempre, scompare alla nostra vista, la depressione può entrare in noi, ed è faticoso scacciarla.

Ma la tristezza deve aiutarci ad apprezzare la felicità, un umore variabile può essere il sintomo di una buona salute psichica, molto di più di un umore stabile, sia esso basso o elevato.

Un umore che non cambia mai sta a significare che niente di ciò che ci circonda ci appassiona veramente, e posso dirlo per esperienza personale.