La pace

La pace non è mai stata una priorità dell’uomo.

Da quando è apparso sulla terra, pochi milioni di anni fa, ha avuto la necessità, per farsi strada in un mondo allora inospitale, di uccidere chi minacciava la sua sopravvivenza.

Inizialmente erano animali più grandi e più scaltri, che erano lì da tantissimo tempo.

Ma l’evoluzione lo dotò di un cervello superiore agli altri esseri viventi, e presto cominciò la sua opera di distruzione che prosegue ai giorni nostri.

Allora, però, lo faceva per puro spirito di sopravvivenza, oggi, invece, lo fa per puro piacere di possesso.

E quello che non può avere lo distrugge, persone o cose non fa differenza.

Sarebbe ora di pensare alla pace come una delle principali priorità dell’uomo.

A questo mondo serve stabilità per costruire prosperità e invece pochi oligarchi ci hanno insegnato che la guerra è necessaria, per imporre la democrazia e la libertà in paesi che ne sono privi, in realtà solo per poter arricchire i soliti noti.

Occorre cominciare a disarmare tutti i paesi, USA, RUSSIA e CINA per primi e a seguire tutti gli altri, chiudere le fabbriche di armi, costruire un nuovo ordine mondiale, abolendo l’ONU che serve solo a difendere i potenti, in cui tutti gli stati abbiano pari dignità se rispettano regole stabilite e condivise da tutti.

Non servono guerre per imporre scelte a stati che non le rispettano, basta smettere di commerciare con loro, basta smettere di far arricchire persone potenti, ciniche, spregiudicate e arroganti.

A noi persone della cosiddetta società civile non servono tutte le cose di cui ci circondiamo.

A noi servono pace, lavoro, giustizia.

Senza non può esserci nient’altro, non di sicuro la libertà tanto decantata, nemmeno la fraternità così utile per sopravvivere, tanto meno l’uguaglianza che è il sale della vita.

Noi siamo diversi uno dall’altro ma uguali nella nostra speranza di vita.

 

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Nennella

Uno schianto

ti lasciò in fin di vita

e cancellò il tuo dolce sorriso.

Lottasti e ti arrendesti,

ma la vita ti aspettò

ancora a lungo.

Ma non eri più tu,

non lo sguardo,

non la voce.

La morte

ti colse

in un misero letto.

Le tue stanche membra

mi abbandonarono

per sempre.

E ora

sei di nuovo

di fianco a papà.

Incubo

Sono sveglio in piena notte con il cuore che batte come un martello pneumatico, devo avere avuto un incubo. A volte mi capita di svegliarmi di soprassalto, sudato e tremante, urlante di paura. Qualcosa di terrificante mi è accaduto ma non ricordo cosa, ho come l’impressione di ricordare bene gli avvenimenti solo mentre accadono ma il ricordo si squaglia come neve al sole quando apro gli occhi: una sensazione terribile perché tutte le volte le cose sembrano assolutamente reali. Stavolta mi è accaduto di volare fuori con la macchina, ad una curva l’auto non ha sterzato e io mi sono trovato a galleggiare in aria, come Thelma & Louise nel finale del film. Non avevo cercato volontariamente la morte, quantomeno non ne avevo coscienza, semplicemente e dolcemente l’auto aveva allargato la curva e io mi ero trovato a levitare in cielo (mi trovavo sospeso tra realtà e fantasia? anche se tutto aveva i crismi dell’ufficialità) e non avevo assolutamente l’idea che da lì a poco lo schianto avrebbe posto fine alla mia vita terrena. Forse non ero già più in una vita terrena, e allora dove caspita ero?

Si è spento il cielo

 

Si è spento il cielo,

un vento leggero

alita nell’oscurità.

Ci sorprende

affaccendati

mentre una musica

ci solletica il cuore.

Intorno è caos,

sirene

bruciano l’aria,

afosa e greve.

Rumori di una città

ancora viva,

che si specchia

nei nostri cervelli.

Ci sfiora

il quieto pensare

di una vita da amare.

Il treno dei ricordi

Sfreccia

il treno dei miei ricordi,

non fa nessuna fermata,

non ha tempo,

la destinazione lo aspetta.

 

È un treno

da prendere al volo

e da lì

scorrere

le stagioni della tua vita.

 

Enormi prati verdi,

nella luce mattutina,

in cui galoppava

la tua gioventù.

 

Sconfinate piantagioni di frumento,

baciati dal sole del mezzodì,

e tu lì

ad ansimare per crescere.

 

Il tramonto ti raggiunge,

senza alcun preavviso,

come la tua matura età

che ti porta i figli già grandi.

 

Ora ti aspetta la notte

(con o senza le stelle)

e, in fondo,

una vivida alba,

bruciante

nel cuore

di chi ancora ti ama.

 

Dimenticarti

Dimenticarti è impossibile,

sei stata la follia della mia vita,

un amore assoluto

che mi ha bruciato il cuore.

 

Le mie mani

sono quelle di allora,

i miei pensieri

sono sempre lì con te.

 

I tuoi occhi,

profondi come un cielo stellato,

sono fermi davanti ai miei,

tutto si è fermato.

 

La mia vita

è ancora folle,

vuota,

senza speranza.

 

Non ti vedrò più,

per non illudermi ancora,

non ti sentirò più,

per non desiderarti ancora.

 

Un altro anno è passato,

lungo e inconcludente,

e altre stagioni arriveranno

e se andranno.

 

Gli anni passeranno

ma non bruceranno i ricordi,

perché sei entrata

senza mai più andartene.

 

Ho riempito la mia vita

di un vuoto desolante,

perché il mio amore

ha prosciugato la vita stessa.

 

Ascolto

A fari spenti

a rimirar le stelle,

ascolto il mio cuore

in sconfinati silenzi.