I pensieri diventano cose

I pensieri diventano cose, non ci sono dubbi al riguardo. Sembra una cosa banale, ma non lo è, perché è la positività insita dentro al pensiero stesso che ci permette di realizzarlo. Ma è vero anche il contrario purtroppo, se il pensiero è negativo riusciremo a realizzare desideri negativi, nessun dubbio neanche qui. La ragione per cui sia i sogni sia gli incubi si realizzano è che ci troviamo continuamente a scegliere quello che pensiamo. Se ci comportiamo ad un certo modo e scegliamo una cosa anziché un’altra è perché a quella abbiamo pensato. È il pensiero che muove tutto e se pensiamo una cosa anziché un’altra la nostra mente prende una direzione, diversa da quella che prenderebbe se riuscissimo a pensare a qualcosa di diverso. Per questo noi siamo solo quello che riusciamo a pensare, solo il pensiero può limitare il nostro modo di vivere.

Marco Fantuzzi

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3 ottobre 1955

Comincia da lì, da una vita che non ricordo, la mia storia, da un giorno di ottobre di molti anni fa, Bilancia con ascendente sconosciuto.

Riguardo il vecchio album di fotografie, sbiadite e ingiallite, dei miei genitori: nella prima pagina ci sono io a 11 mesi, appoggiato ad uno sgabello con sopra un pupazzo di peluche mentre guardo sorridente il fotografo, (la stessa età di Elisa nella fotografia che porto sempre con me nel mio portafoglio assieme a quella di Alessandro che lì aveva invece 8 anni e mezzo).

A lato due bellissimi genitori che se ne sono andati troppo presto tra mille sofferenze, due giovani sposi che uscivano a pezzi, come tanti altri, da una guerra atroce, che lascia ancora la morte del cuore, per tutte le persone amate che più non sono con noi a gioire, noi che abbiamo solo voglia di rinascere.

I miei occhi lacrimano pensando al dolore passato, quello degli altri intendo, e mentre scrivo queste parole sono solo in casa triste e ammalato (il mio solito orecchio destro che ronza più del solito e che stavolta mi provoca vertigini e vomito).

La mia famiglia ormai si è abituata al fatto di vedermi ogni tanto ammalato e taciturno che non si preoccupa nemmeno di chiedermi come sto. I miei figli sono troppo impegnati a crescere per rendersi conto dei problemi degli altri e mia moglie ha una vita sua sempre dedicata agli altri, l’associazione di volontariato di cui è presidente, per fortuna sua, l’assorbe tantissimo.

Io, invece, sono qui a sfogliare la mia vita, ora nudo e sorridente sopra un cuscino di raso, ora serio e malinconico tra le braccia dei nonni. Peccato non avere coscienza degli anni più belli della tua vita, quando l’impegno più grande era correre a perdifiato verso un orizzonte di campi che non finiva mai.

Comincia lì la mia vita, da un sobborgo di periferia, immerso nella nebbia, case vecchie di cent’anni, poche stanze ma tanta serenità in un piccolo mondo tutto tuo. Ora quel mondo non c’è più, sessant’anni ad un ritmo folle l’hanno devastato, i cortili della mia infanzia in cui mi perdevo a nascondermi tra case e bassi servizi, tra orti e lavanderie, enormi cortili in ghiaia tra uomini e animali, in cui la vita era scandita dal sole e non dagli orari della televisione.

Quelle case sono state abbattute per far posto ad un mondo nuovo, ma nuovo è sempre meglio?

Chiara

Triste la luce

dei miei occhi sereni,

quando te ne andasti

dai miei pensieri.

Ricordo il chiarore della tua pelle,

illuminava una stanza intera,

e il tuo sguardo impaurito, timidissimo,

la prima volta che ti vidi.

Ciò che lessi sul tuo viso,

era più grande di te,

feriva i tuoi sentimenti

di giovane donna.

Catturasti il mio sguardo

solo per un attimo

ma a me

sembrò un’eternità.

Marco Fantuzzi

Esortazione

È notte se non ti apri alla gioia

Non arrenderti

Non alzare muri.

Vivi

Come se un domani non ci fosse

Pensa

Come se la tua vita non finisse mai

E mai finirà se tu lo vorrai.

Cogli

ogni attimo del giorno

Riempi

il cuore delle persone che ami

Ascolta

il cuore di chi è solo

Blandisci

le sue sofferenze.

E troverai la gioia dentro te.

Marco Fantuzzi

Lamento

Quando ti penso ancora forte è il dolore

ma c’è una donna che più di me piange rancore

muta e ostinata, chiusa nel suo dolore

alla vita e agli altri aprir non sa il suo cuore.

Sciogli quel vincolo e lasciala andare

sofferto ha già nel suo peregrinare

giovane vita che un sorriso vuol strappare

speranza e felicità le devi rammentare.

Noi, esili steli piegati dal vento,

saremo grati al nostro lamento

se condurci saprà via dal tormento.

Marco Fantuzzi

Partecipazione

La gente allaga le strade

in un arcobaleno di colori

a stemperare l’azzurro del cielo.

E spaventa i potenti,

spaventa la democrazia,

così fragile ai giorni nostri.

Reprimere

è la parole d’ordine,

sciogliere le masse.

Che condividono ideali di bellezza

come libertà e partecipazione

libertà di parola, di azione.

Partecipazione alla vita

politica e civile

questo mai, non è per dilettanti!

Partecipare non lascia indifferente,

se condividi ideali di utopia,

e questo è pericoloso per chi ci governa.

Giovani non abbassate la guardia,

togliete politica ai nostrani corruttori

e lavorate sodo per i vostri ideali.

Non scendete a compromessi

ci penserà la vita a farlo.

Marco Fantuzzi

È l’ora (fine estate)

È l’ora di farsi da parte,

perdersi

nel frinire delle cicale,

l’ozio come ragione di vita.

L’estate è malinconica,

le notti

stanno perdendo il fuoco

che ti abbraccia e ti consuma.

Il verde

tra poco sbiadirà in caldi colori,

gli uccelli

perderanno il loro canto.

Remigini gioiosi

riempiranno le aule,

fresche giornate ci scuoteranno

come frutti da raccogliere.

Marco Fantuzzi