Livio

I tuoi occhi lucidi

(due globi tristi e sereni)

vividi e vivaci.

Chiuso nel tuo mondo

di parole privo,

lì ad esplodere un urlo.

Le tue mani forti

agitate nell’aria

quasi un applauso.

Picchi forte

contro le sbarre

…della tua prigione.

Poi di colpo

il silenzio riprende vigore,

mute parole

esprimono i tuoi occhi

curiosi come nella tua infanzia.

Sei nel tuo letto

in posizione fetale,

raggomitolato su te stesso,

in attesa di esplodere quella vita

che ti è sempre mancata.

Ti manca la consapevolezza

dell’amore che susciti

nella tua eterna sofferenza,

ma non sei mai solo.

Marco Fantuzzi

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Un po’ di assenza

Buongiorno a tutti.

Manco da un po’ di giorni, causa un ricovero in ospedale improvviso, passati a combattere coliche renali quotidiane, peraltro con scarso successo. Forse si è trovato il modo di scioglierli, o forse no, nel qual caso mancherò di nuovo per un po’ di tempo.

Desidero ringraziare chi è passato di qua in questi giorni, chi si è iscritto, e anche chi si è cancellato. Io ho continuato a scrivere nei momenti liberi dal dolore. Lentamente riprenderà la vita di tutti i giorni e ricomincerò a pubblicare.

Buona domenica a tutti.

Marco

Pentimento

Ieri sera è stata una festa

soavi voci scuotevano tempesta

ma la tua voce che tanto agognavo

era soffocata mentre ti guardavo.

Le tue labbra desideravo ognora

ascoltavo gemiti e sospiri ancora

e la tua pelle levigata e bruna

spogliavo e amavo come luce di luna.

Regina di bellezza dallo sguardo fiero

donami il tuo amore senza pensiero

spoglia il tuo cuore oltre i vestiti

libera l’animo mio tra noi pentiti.

Il pentimento mio è molto serio

l’amor che mi consola non è adulterio

ma costei non lo disdegna mai

ed io mi aggiungo a lei ed ai suoi guai.

Marco Fantuzzi

Hannah Arendt

Oggi è il 108° anniversario della nascita di Hannah Arendt.

Ho avuto modo negli ultimi tempi di leggere i suoi pensieri, in passato avevo letto “La banalità del male”.

Se leggo in internet trovo un passo molto importante che descrive il suo lavoro:

Arendt difese il concetto di «pluralismo» in ambito politico. Grazie al pluralismo, il potenziale per la libertà politica e l’uguaglianza tra le persone si sviluppano. Importante è la prospettiva di inclusione dell’altro, ovvero di ciò che ci è estraneo. Politicamente, le convenzioni e le leggi dovrebbero funzionare per modalità pratiche e livelli appropriati, quindi tra persone ben disposte. Come risultato dei suoi assunti, Arendt si trovò contro la democrazia rappresentativa, che criticò fortemente, preferendole un sistema basato sui consigli o forme di democrazia diretta”.

Coincidono molto bene con quella che secondo me è la migliore democrazia possibile, quella in cui i cittadini partecipano attivamente, fin da giovani, nelle scelte politiche e in cui le persone elette rispondono davvero solo ai loro elettori. Voglio finire con parole sue che ho estrapolato dalle sue letture:

La politica è l’idea di cittadini che insieme agiscono e discutono in uno spazio pubblico, secondo le forme e i modi garantiti dal governo e dalle leggi”.

Già allora si sentiva quindi la necessità di un una nazione che rispondesse in modo diretto alle sollecitazioni e ai bisogni dei propri cittadini.

Fantuzzi Marco

Autunno in collina

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Autunno in collina

Le dolci colline nei dintorni di casa, lì ad anticipare l’Appennino reggiano, tanto visitato, tanto fotografato durante lunghe passeggiate, ma mai oggetto di una scrittura da parte mia. Una mancanza a cui bisognerà sopperire.

Marco Fantuzzi

Un ricordo di mamma (Un altro compleanno sprecato)

Non potrò mai dimenticare il giorno in cui mamma fu investita da un moto della polizia. Avevo poco meno di 6 anni e passavo le giornate a casa della nonna materna, di lì a poco avrei iniziato la prima elementare.

Quel giorno ho ben preciso il ricordo di zia Filomena che sale le lunghe scale del caseggiato popolare in cui viveva nonna Teresa. Ero ammalato quel periodo e mamma tornò a casa presto per portare qualcosa per me (zampe di gallina per il brodo, una vita rovinata per così poco).

E le successe quel disgraziato incidente che avrebbe cambiato per sempre la vita della nostra famiglia.

Era il 1961, sul finire dell’estate e mamma se ne tornava dal luogo di lavoro, era infermiera in una casa di riposo, e nei pressi di casa fu centrata in pieno da una motocicletta che la fece volare gambe all’aria…

lei era in bicicletta, la usava sempre quando la stagione lo permetteva, altrimenti c’era l’autobus che l’avrebbe scaricata a due passi da casa. Come sarebbe cambiata la nostra vita se quel giorno lei avesse preso l’autobus.

Lei avrebbe fatto l’infermiera per tutta la vita, forse io avrei avuto un fratello, la nonna non avrebbe pianto, la zia non avrebbe pianto, sua sorella non avrebbe pianto, tutti noi non avremmo pianto quel giorno.

Certo la nostra vita sarebbe cambiata, difficile dire se in meglio o in peggio. Quando una vita svolta quella strada non sai dove porta, è come inoltrarsi in una foresta via via più fitta, segui il sentiero ma a un certo punto senza indicazioni sei a un bivio e devi decidere, altrimenti la vita decide per te.

Tutta la vita è fatta di momenti così e quasi mai puoi decidere sapendo l’esito finale.

Mamma ha sofferto tanto, per molti anni a venire, e ha terminato la sua esistenza terrena in un letto d’ospedale, a lei, che fra i malati ci ha passato tutta la vita, forse sarebbe piaciuto questo finale.

 

Marco Fantuzzi

 

Quale pensiero?

Sicuramente è più facile dire: non voglio questo, quello non va bene, non ho tempo, non mi piace, no, no, no… ma non c’è niente di positivo in un no, solo opposizione a qualcosa che non ci piace. Dobbiamo sempre affermare quello che desideriamo. Io sono un tipo realista, con una buona dose di pessimismo. La legge d’attrazione, che mi dicono esista da sempre, io l’ho conosciuta da poco, ma penso sinceramente che funzioni, e ho provato gli effetti su me stesso. Credo però che nella vita non sia sempre possibile fare affermazioni positive, soprattutto quando sono altre persone che ti coinvolgono in decisioni che ti riguardano. I figli, per esempio, ti mettono continuamente alla prova, nel loro percorso di crescita c’è poco spazio per la parola no, solo quando sei tu a chiedere loro qualcosa. Loro, meglio dei genitori, hanno chiaro cosa vogliono dalla vita: vogliono tutto e subito. Sembra minimalista la cosa ma non lo è, l’adolescenza, soprattutto, non è per nulla riflessiva, impone ai ragazzi solo aggressività e impulsività, a volte capita anche che le loro scelte alla lunga possano essere quelle giuste. Ma noi genitori con alle spalle un’esperienza più matura spesso neghiamo le loro scelte, credendo comunque di fare sempre il loro interesse e il loro bene, anche se capita spesso che i figli sappiano meglio dei genitori scegliere la loro strada. Genitori e figli sono su due pianeti diversi e quando si scontrano provocano a volte terremoti devastanti, sta a noi adulti cercare di evitarli, senza caricarli di responsabilità, là dove noi abbiamo fallito.

Marco Fantuzzi