Una rivoluzione culturale

Una rivoluzione culturale ci salverà davvero da un capitalismo non più sostenibile?

Noi che siamo la stragrande maggioranza di questo bistrattato pianeta abbiamo la forza per opporci a quella élite che tiene le redini della nostra economia, del nostro sistema politico e di molti dei nostri media?

Credo che la speranza di riuscire in una lotta impari giustifichi un sì ad entrambe le domande, ma una terza domanda, ancor più fondamentale, si rende necessaria: siamo disposti a rivedere le nostre scelte, a ridurre, o quantomeno modificare, il nostro stile di vita per permettere ad altre persone una maggiore speranza di vita?

Siamo disposti a cambiare, pur senza radicalità, per migliorare tutti insieme, per noi stessi e per le generazioni che verranno, vogliamo dare fiato alla speranza di essere ricordati come la generazione che ha invertito la tendenza autodistruttiva di cui sembriamo nutrirci?

Da questo sì bisogna partire, adesso, con coraggio e determinazione, una scelta democratica libera: questa è una priorità, una democrazia senza leader in cui chi ha le idee migliori non deve arrogarsi il diritto del successo.

Tutti insieme potremo salvare le nostre vite, non dobbiamo salvare il pianeta, lui già è sopravvissuto a catastrofi ben maggiori e nonostante ciò continuiamo a richiedergli sempre più risorse energetiche per sopperire, e possibilmente sconfiggere, gli ostacoli che si frappongono al nostro quieto vivere!

Estraiamo petrolio in acque profonde, otteniamo gas ricorrendo alla fratturazione idraulica del sottosuolo, otteniamo carbone facendo detonare le montagne, salvo poi indignarci se tutto ciò provoca sconvolgimenti tellurici, ma continuiamo a chiedere sempre più energia dalle risorse che si sono accumulate sulla terra in miliardi di anni.

Non serve nient’altro che una rivoluzione culturale…e potrebbe non bastare!

Marco Fantuzzi

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14 Responses to Una rivoluzione culturale

  1. semprecarla says:

    Hai scritto un articolo incredibilmente interessante, difficile da commentare, se non altro perché il pensiero dovrebbe attraversarlo lentamente e scinderne colori e aromi. Rifletterò a lungo, sperando di trovare le risposte …. Notte. ☺️

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  2. newwhitebear says:

    Se la maggioranza si fa minoranza, perché non è capace doi coagularsi attorno alle idee, ai valori, beh! la battaglia è persa in partenza. Se ognuno di noi demanda al suo prossimo, perché non vuol sporcarsi le mani e non avere rogne, beh! non si va da nessuna parte.
    Il tuoi ragionamento è il frutto del buon senso, di cui tutti siamo forniti ma che usiamo malamente.
    Le tue osservazioni sono condivisibili ma dove non funzionano? Nelle scelte. Democrazia, dal greco demos popolo e cratos governo, significa che è il popolo a governare ma se rinunciamo affidando il tutto nelle mani di pochi, credo che di strada se ne faccia poca.
    Al di là di queste mie considerazioni, il tuo articolo fa riflettere e riflettere molto sulla nostra incapacità di gestire la nostra vita.

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