Riflessioni sul far della notte

A che serve vivere a lungo se tua vita è fatta di attimi che non finiscono mai, se il tempo scorre solo per essere contato, per vedere gli altri fuggire via?

Una farfalla vive già prima di esplodere di colori, una lucciola con la sua intermittenza ti dice ogni secondo che passa, una cicala frinisce sino a sfiancarsi nel caldo opprimente dell’estate.

I fiori durano pochi giorni ma alcuni hanno colori e profumi meravigliosi, e anno dopo anno ricrescono, ma non sono mai gli stessi, solo noi anno dopo anno siamo lì, senza replicarci, seminando a volte, ma non sempre, e con risultati sempre diversi.

Mentre la natura, i fiori, gli insetti, gli uccelli, i lupi sono molto più simili a se stessi e tu non sai distinguerli, gli uomini no, tutti diversi d’aspetto, figli dopo figli, generazioni che passano, diverse eppur molto simili.

E il mondo inanimato, rocce e sassi, che pur un’anima ce l’ha visto che le montagne si alzano, e i mari si alzano, e si alzano il sole e la luna, e girano su se stessi, un eterno girotondo sferzato dal vento, e girano intorno a noi.

Siamo forse il centro del mondo? No, anche se per molti secoli l’abbiamo creduto, e il nostro ego ancora non sa rinunciare a questo delirio di onnipotenza e onniscienza!

 

Marco Fantuzzi

2 pensieri riguardo “Riflessioni sul far della notte”

  1. vivere serve per creare un attimo che sia indimenticabile, e scoprire che il meglio dei nostri giorni deve ancora arrivare, istante dopo istante.
    Riflessioni che fanno parte di noi, ed è un bene che alcuni hanno il coraggio di raccontarli, raccontandosi nei più delicati sentimenti di sensibilità umana.
    Buona giornata
    Francesco

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    1. Leggo con colpevole ritardo il tuo commento, ma mi fa piacere leggerlo. Io non ho problema a raccontare me stesso, anche se mi piace farlo attarverso i miei scritti. Grazie, la giornata è andata, per cui Buonanotte!

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