Cesare Pavese

“… ma l’uomo è tecnica, fin dal giorno che impugnò una scure a combattere contro le belve o uno stilo per scrivere; e se oggi la tecnica appare nemica dello spirito, ciò è vero nel senso che in troppi paesi di questa terra il lavoro che gli uomini compiono è accantonato e reso vano da chi non lavora e c’ingrassa”.

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Riflessioni sul far della notte

A che serve vivere a lungo se tua vita è fatta di attimi che non finiscono mai, se il tempo scorre solo per essere contato, per vedere gli altri fuggire via?

Una farfalla vive già prima di esplodere di colori, una lucciola con la sua intermittenza ti dice ogni secondo che passa, una cicala frinisce sino a sfiancarsi nel caldo opprimente dell’estate.

I fiori durano pochi giorni ma alcuni hanno colori e profumi meravigliosi, e anno dopo anno ricrescono, ma non sono mai gli stessi, solo noi anno dopo anno siamo lì, senza replicarci, seminando a volte, ma non sempre, e con risultati sempre diversi.

Mentre la natura, i fiori, gli insetti, gli uccelli, i lupi sono molto più simili a se stessi e tu non sai distinguerli, gli uomini no, tutti diversi d’aspetto, figli dopo figli, generazioni che passano, diverse eppur molto simili.

E il mondo inanimato, rocce e sassi, che pur un’anima ce l’ha visto che le montagne si alzano, e i mari si alzano, e si alzano il sole e la luna, e girano su se stessi, un eterno girotondo sferzato dal vento, e girano intorno a noi.

Siamo forse il centro del mondo? No, anche se per molti secoli l’abbiamo creduto, e il nostro ego ancora non sa rinunciare a questo delirio di onnipotenza e onniscienza!

 

Marco Fantuzzi

Io non so

Io non so cos’è l’amore,

ma ne voglio scrivere

(presuntuoso vero?)

Non conosco l’arte della seduzione

(un folle sogno da vivere a lungo)

né l’amore passionale.

Non ho passioni da spendere,

né sogni da comprare,

né luci, né ombre.

 

Marco Fantuzzi

16-07-2015

Incompleta…

Son lenti scure

A coprir occhi di pianto

Giornate senza sole

Nell’attesa dell’amore.

 

Tra mura di calce

Bruciate dal sole

Incompleta la vita

Nel tuo piangente splendore.

 

Marco Fantuzzi

13-09-2015

I nuovi barbari

È tempo di elezioni

come barbari agguerriti

genti di sviscerate ambizioni

a lanciarsi sui palazzi ambiti.

Non hanno abito stinto

non come Unni vestiti

ma un famelico istinto

sugli scranni assaliti.

Agitando gli spadoni

sfiorano la rissa

come veri accattoni.

Nel cuore un’idea fissa

a più non posso inchiodare

quest’umanità crocefissa.

 

Marco Fantuzzi

14-10-2015

Book trailer

Amiche e amici, tra non molto uscirà il mio primo libro ed io sono ancora qui a chiedere il vostro aiuto, perché stavo pensando di produrre un book trailer, da caricare su YOUTUBE, per promuovere il libro.

E ho bisogno del vostro amorevole aiuto, perché si tratta di leggere qualche frammento delle mie poesie, qualche passaggio che vi piace particolarmente.

A questo scopo potete registrare la vostra voce come meglio credete, se preferite potete mandarmi foto o piccoli video da voi prodotti, cioè di cui disponete la titolarità, in modo da assemblare un video di pochi minuti.

Vi allego l’elenco delle poesie, prese dal mio blog.

Non mi ringrazierò mai abbastanza per questo, per aver abusato del vostro prezioso tempo! Grazie!

A te
Acqua e cielo
Bambini
Il tempo
Il tuo cuore
La gioia di vivere
Pensieri
Puglia
Sospeso
Un sogno
Desiderio
Oh Beatrice!
Parole e versi
Amore non pervenuto
Una voce lontana
Cielo
Naufragio
Tramonto d’estate
Caronte
Irresponsabile
Affondo
Sperso rancore
Indegna
Incendio
Follia
Goccia a goccia
Rose
Un amore imperfetto
Piccolo stelo
Tramonto sul fiume
Vaticinio di primavera
Scorre il tempo
Quali colori?
Meraviglia
Pentimento
Marco Aurelio
Stelo
Unico amore (Don Chisciotte)
Figli
Ragpicker
Naufrago
Dio
L’ultima stagione
Una bella amica
Un cuore
Flagello
Si chiude

 

Marco

Una fonte di perpetua vita

Così definiva Virginia Woolf le parole, poche decine di caratteri capaci di germogliare tra cuore e mente, capaci di descrivere i sentimenti più dolci e i gesti più atroci: questa è la vita dell’uomo, di cui tutto è un lascito.

Macchie d’inchiostro a sporcare pagine su pagine, libri su libri, a raccogliere la polvere che gli anni e i secoli su di loro si depositeranno. E non basterà una vita intera, nemmeno cent’anni di solitudine, per leggerli tutti.

Frasi che ci raccontano di noi, poveri adulti, così pieni di sé, che alternano nobili sentimenti a un odio infinito, con la stessa facilità con cui la luna si alterna al sole e mentre nei piccoli, cerchi sempre la speranza, sul tempo che scorre, un velo di polverosa rugiada inceppa gli ingranaggi, il cuore inaridisce senza movimento alcuno, si secca come un limone al sole (staccato dal ramo), di cui rimane solo la ruvida scorza.

E l’anima in questo trambusto dov’è finita, preda dei singulti di un motore che rallenta, sputacchia e fuma? Ma se qui la vita si è arresa, su quaderni di delicato candore ingialliranno le lacrime di questi occhi stanchi che ci hanno raccontato come perpetuare la vita.

Marco Fantuzzi

03-09-2015