In ricordo di un amico

Vai, amico mio, sui cammini ardenti

che solcare giammai potrò

in tua compagnia.

Il cielo trent’anni ci ha concesso,

e buon uso ne abbiamo fatto,

ora questo canto ci separa.

Irresponsabile tempo che privi noi,

tuoi umili servitori,

della gioia dell’effimera compagnia.

Che tormento il pensiero mio,

sempre obnubilato da foschi intendimenti.

Un cuore sfilacciato dagli anni

e mai più raccolto,

ansima e si strugge nella solitaria assenza.

E non mi basta

l’azzurro limpido del cielo,

la rugiada di un freddo mattino,

per emozionare il mio cuore.

Lui è morto con te,

solo ogni tanto lo ravvivano

le liriche greche e latine che tanto amo.

È angosciante accettare la vita

senza i tuoi consigli,

non potere più guardarti negli occhi,

sorridenti di vita.

Ti ho carpito tutta la ricchezza

di cui ero capace, e la speranza

è di trasmettere ciò a chi vorrà seguirmi.

Ma impervia è la strada che a me conduce,

irta di ostacoli e di scalcinati pensieri,

di odi sublimi e di malcelate attenzioni

alla Voce che ogni giorno mi chiama.

Ed io debbo ascoltarla e ammansirla

con la mia dolcezza, non sconfiggerla,

impossibile è questo compito, ma accoglierla

tra le braccia come una bella donna.

Un saluto a te che alla terra natia sei tornato,

tra campi di grano che ridono al sole,

battuti da un vento impietoso,

sul tuo amato Tavoliere.

E la tua sposa piange, amico mio,

ogni ora della sua vita,

perché così le aggrada.

Nessun uomo le strapperà più il suo cuore,

troppa vanità lo spirito suo

quando sapeva di averti tutto per sé.

E la gelosia di saperti amico

di altre donne era per lei,

figlia del sole, insopportabile,

come la luna che ansima

al brillare delle stelle.

Ora il tuo sonno è auspicio di lungo riposo,

spavaldo lottatore, avrai l’eternità

per aspettare chi ti ha amato,

che altro non chiede

che un nuovo incontro.

E sotto i pioppi che seminano neve

nella tarda primavera,

rivivremo il nostro incontro,

i nostri ventanni,

la nostra luce,

i nostri splendori.

 

Marco Fantuzzi

23-11-2015

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2 Responses to In ricordo di un amico

  1. babajaga says:

    la profonda amicizia è come l’amore,si protrae oltre la morte e accompagna chi rimasto in vita si sente orfano di qualcuno.E’ proprio l’essenza e gli insegnamenti che si sono assorbiti da chi ci è venuto a mancare che ci fanno sentire meno soli,e talvolta mi conforta il pensare che un pezzetto della loro anima viva ancora dentro noi,inscindibile.
    un saluto

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