Si è fermato il vento …

Si è fermato il vento,

inchinato si è al tuo cospetto,

mutato è l’accento

che ancor ti batte in petto.

Distenderti potrei su un letto di foglie

e togliermi dovrei tutte le voglie,

di uomo senza senno, affaticato

che ognor, o mai più, ti avrà sognato.

 

Marco Fantuzzi

31-12-2015

 

FELICE ANNO NUOVO!

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Non solo gli occhi

Non solo gli occhi

ti servono per vedere,

l’udito ti dirà dove sei

(vedrai i luoghi del tuo cammino)

l’olfatto ti dirà in che stagione sei

(vedrai gli effluvi che riempiono l’aria)

il gusto appagherà la mente

(vedrai i sapori che ti riempiono le labbra)

il tatto ti farà godere i piaceri più sublimi

(vedrai il mondo intero).

Tu dici di vedere solo con gli occhi,

povero stolto, misera persona!

Vede più un cieco che i tuoi brillanti occhi,

spenti come una brace ormai sopita.

 

Marco Fantuzzi

24-12-2015 – 2° stesura

 

BUON NATALE A TUTTI!

Il regno delle donne

Una grande poetessa italiana…

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Il regno delle donne 

C’è un regno tutto tuo
che abito la notte
e le donne che stanno lì con te
son tante, amica mia,
sono enigmi di dolore
che noi uomini non scioglieremo mai.
Come bruciano le lacrime
come sembrano infinite
nessuno vede le ferite
che portate dentro voi.
Nella pioggia di Dio
qualche volta si annega
ma si puliscono i ricordi
prima che sia troppo tardi.

Guarda il sole quando scende
ed accende d’oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole.
E se passa il temporale
siete giunchi ed il vento vi piega
ancor più forti voi delle querce e poi
anche il male non può farvi del male.

Una stampella d’oro
per arrivare al cielo
le donne inseguono l’amore.
Qualche volta, amica mia,
ti sembra quasi di volare
ma gli uomini non sono angeli.
Voi…

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… di foglie accartocciate

DSC_0898Marco Fantuzzi

Un altro traguardo

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Lacrime di rugiada

Lacrime di rugiada

Scendono dal tuo viso

Bagnano il mio cuore

Di innocente candore.

 

Marco Fantuzzi

17-12-2015

Un uomo e una donna

Questo pover’uomo, all’inizio della propria vecchiaia (giusto or ora aveva terminato l’età di mezzo, così lunga e irta di ostacoli), si era invaghito di una giovane donna (nel fiore degli anni), una splendida beltà, capelli e occhi neri, come il buio più profondo.

La incontrava di quando in quando in giro per il paese o in una piccola libreria, dove lei sfogliava distrattamente sempre la stessa rivista di moda e viaggi.

Era di un’eleganza senza pari, lui non aveva mai incontrato un donna così nella sua lunga vita, sempre sola (ma questo non voleva dir nulla, anche lui era sempre in giro solo e chi lo conosceva non avrebbe detto che avesse famiglia), gli capitava di vederla più o meno alla stessa ora, in tarda mattinata o nel primo pomeriggio, ma mai di domenica.

Cominciò così a fare mille congetture, sul fatto che fosse sposata, che avesse figli…

Cominciarono presto a scambiarsi le prime occhiate, che lei sembrava sfuggire, le ricordava tanto un viso di ragazza che aveva visto una sola volta tanti anni fa, fu questo il motivo per cui la guardò tanto intensamente, la prima volta che la vide, o meglio la rivide.

Ma non le si avvicinò per mesi, forse per anni (e lui invecchiava, mentre lei maturava di una bellezza sconvolgente), finché un giorno, lei come al solito leggeva una rivista, lui si avvicinò e le rivolse la parola.

«Posso sedermi?» le chiese, e fece l’atto di farlo.

«Ma…» e lei farfugliò qualcosa, aprendo la bocca a mostrare gli incisivi staccati.

«Volevo solo fare due chiacchiere», disse, ma se ne andò volgendole le spalle, forse lei completò la risposta, ma lui non la udì.

E così passò il tempo, e le stagioni, si dimenticò di lei, cambiò i suoi orari e non la vide per molto tempo, poi un giorno si accorse del suo sguardo su di sé, dietro le grandi lenti scure, lo osservava senza staccare lo sguardo, ma lui non si riavvicinò.

In seguito lui ebbe l’impressione, da certi movimenti, che lei cercasse l’incontro, finché un giorno, mentre cercava un libro da acquistare, vide i suoi spalancati che lo guardavano

quasi implorando un incontro.

Ma lui ne fu spaventato, forse il suo viso serio, senza un sorriso, lo raggelò, e distolse i suoi occhi da lei all’improvviso, e uscì dalla libreria col cuore che batteva all’impazzata, gli mancava il fiato.

Si diresse verso il parco, che lei spesso attraversava, e l’attese su una panchina, senza calmarsi, inforcò allora la vecchia bicicletta e la vide, non molto distante.

Quando lei sentì gli occhi di lui addosso, che quasi la spogliavano, si abbassò la maglietta sul ventre, quasi a coprire la sua nudità di donna rifiutata, fu lì che lui capì di aver perso l’ultima occasione di conoscerla, e se ne pentì per tutta la vita, ebbe modo di incontrarla ancora ma non ebbe mai il coraggio di alzare gli occhi.

Quegli occhi che l’avevano stregato e gli avevano tolto la voce, forse lo spaventava stravolgere la sua vita, pur così piatta e infelice, priva di quelle emozioni che ci rendono vitali.

Ma non riusciva a distoglierla dai suoi pensieri, ogni momento libero era per lei, questo era il suo cruccio, a volte l’amore fa fare cose folli.

Lui l’amava, non sapeva se ricambiato, non sapeva cosa lei provasse, e un giorno scomparve, così com’era apparsa, all’improvviso.

E non seppe mai il suo nome e mai le sfiorò quella pelle color di luna che dipingeva forme indimenticabili nel cielo della sua anima.

Marco Fantuzzi

2-1-2015