Un uomo e una donna

Questo pover’uomo, all’inizio della propria vecchiaia (giusto or ora aveva terminato l’età di mezzo, così lunga e irta di ostacoli), si era invaghito di una giovane donna (nel fiore degli anni), una splendida beltà, capelli e occhi neri, come il buio più profondo.

La incontrava di quando in quando in giro per il paese o in una piccola libreria, dove lei sfogliava distrattamente sempre la stessa rivista di moda e viaggi.

Era di un’eleganza senza pari, lui non aveva mai incontrato un donna così nella sua lunga vita, sempre sola (ma questo non voleva dir nulla, anche lui era sempre in giro solo e chi lo conosceva non avrebbe detto che avesse famiglia), gli capitava di vederla più o meno alla stessa ora, in tarda mattinata o nel primo pomeriggio, ma mai di domenica.

Cominciò così a fare mille congetture, sul fatto che fosse sposata, che avesse figli…

Cominciarono presto a scambiarsi le prime occhiate, che lei sembrava sfuggire, le ricordava tanto un viso di ragazza che aveva visto una sola volta tanti anni fa, fu questo il motivo per cui la guardò tanto intensamente, la prima volta che la vide, o meglio la rivide.

Ma non le si avvicinò per mesi, forse per anni (e lui invecchiava, mentre lei maturava di una bellezza sconvolgente), finché un giorno, lei come al solito leggeva una rivista, lui si avvicinò e le rivolse la parola.

«Posso sedermi?» le chiese, e fece l’atto di farlo.

«Ma…» e lei farfugliò qualcosa, aprendo la bocca a mostrare gli incisivi staccati.

«Volevo solo fare due chiacchiere», disse, ma se ne andò volgendole le spalle, forse lei completò la risposta, ma lui non la udì.

E così passò il tempo, e le stagioni, si dimenticò di lei, cambiò i suoi orari e non la vide per molto tempo, poi un giorno si accorse del suo sguardo su di sé, dietro le grandi lenti scure, lo osservava senza staccare lo sguardo, ma lui non si riavvicinò.

In seguito lui ebbe l’impressione, da certi movimenti, che lei cercasse l’incontro, finché un giorno, mentre cercava un libro da acquistare, vide i suoi spalancati che lo guardavano

quasi implorando un incontro.

Ma lui ne fu spaventato, forse il suo viso serio, senza un sorriso, lo raggelò, e distolse i suoi occhi da lei all’improvviso, e uscì dalla libreria col cuore che batteva all’impazzata, gli mancava il fiato.

Si diresse verso il parco, che lei spesso attraversava, e l’attese su una panchina, senza calmarsi, inforcò allora la vecchia bicicletta e la vide, non molto distante.

Quando lei sentì gli occhi di lui addosso, che quasi la spogliavano, si abbassò la maglietta sul ventre, quasi a coprire la sua nudità di donna rifiutata, fu lì che lui capì di aver perso l’ultima occasione di conoscerla, e se ne pentì per tutta la vita, ebbe modo di incontrarla ancora ma non ebbe mai il coraggio di alzare gli occhi.

Quegli occhi che l’avevano stregato e gli avevano tolto la voce, forse lo spaventava stravolgere la sua vita, pur così piatta e infelice, priva di quelle emozioni che ci rendono vitali.

Ma non riusciva a distoglierla dai suoi pensieri, ogni momento libero era per lei, questo era il suo cruccio, a volte l’amore fa fare cose folli.

Lui l’amava, non sapeva se ricambiato, non sapeva cosa lei provasse, e un giorno scomparve, così com’era apparsa, all’improvviso.

E non seppe mai il suo nome e mai le sfiorò quella pelle color di luna che dipingeva forme indimenticabili nel cielo della sua anima.

Marco Fantuzzi

2-1-2015

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2 Responses to Un uomo e una donna

  1. fede63 says:

    “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” SENECA
    Questa l’avevo persa. Per fortuna ora l’ho vista

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    • mfantuz says:

      Bella la citazione di Seneca, ho cominciato proprio oggi a leggere in biblioteca “Lettere a Lucillio”, in italiano, perché in latino sono sempre stato negato.

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