Marianne – Paul Celan

Poesia in Rete

Foto di Paul Apal'kin Foto di Paul Apal’kin

Non c’è lillà nella tua chioma, il tuo volto è di vetro specchiante.
La nuvola migra di occhio in occhio, come Sodoma va a Babele:
trapassa la torre come fosse fogliame e infuria sul roveto sulfureo.

Poi guizza un lampo attorno alla tua bocca – quel precipizio con i resti del violino.
Uno conduce con denti di neve l’archetto: oh quanto più vago risuona il canneto!

Amore, anche tu sei il canneto e noi tutti la pioggia;
un vino senza pari il tuo corpo, e a bere siamo in dieci;
una barca tra le messi il tuo cuore, noi la spingiamo remando dentro la notte;
una piccola brocca d’azzurro, così ci sovrasti danzando leggera, e noi ci si addorme…

La centuria è schierata dinanzi alla tenda, e noi bevendo ti portiamo a sepoltura.
Ora tintinnando rimbalza sull’impiantito del mondo il duro tallero dei sogni.

Paul Celan

(Traduzione di Giuseppe Bevilacqua)

da “Papavero e memoria”, in 

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