VITA

Un bellissimo sonetto di un’amica poetessa, visitate il suo blog, merita davvero!

Marisa Cossu

1translucent-waves-19th-century-painting-ivan-konstantinovich-aivazovsky-20[1] Ivan Ajvazovscky, fine ‘800. Nave sul mare in tempesta

Per questo mare mosso da tempesta

passa la nave mia sfidando i venti

tra i flutti del viaggio che s’appresta.

Lungo la rotta degli incantamenti

alla deriva vado come legno

abbandonato in facili illusioni

che della  meta più non trova segno

ma cicatrici e rughe di passioni.

Come fuscello mi sommerge l’onda,

ma più bruciante è il sale dei miei occhi

quando perduta credo l’altra sponda,

e da lontano sento già i rintocchi

di una campana dalla voce tonda

che mi consoli e come manna fiocchi.

Marisa Cossu

View original post

Annunci

Parole

Perché non rispondi alle mie parole?

Una fila interminabile ne dovrei dire.

Ora riposo sotto salici inquieti

che piangono cullati dal vento,

piangono per questo mondo

dove gli ideali sono merce rara.

Catturano piccole gocce

le delicate foglie verde argento,

e si bagnano i nostri aridi pensieri.

Ora guardo il sole

ad accecarmi gli occhi,

ho perso i colori

delle mie infantili giornate.

Marco Fantuzzi

Mi hai aperto il cuore

Mi hai aperto il cuore

e l’hai lasciato lì a sanguinare

e ora lui si è esaurito di ogni essenza,

non ha più lo spirito che serve a sopravvivere.

Ha spento il desiderio di comunicare,

anche con le persone che un tempo

riempivano la sua vita,

che l’hanno resa felice.

Si è spento l’eco dei ricordi,

anche quelli che non alimento più,

non si dovrebbe vivere di rimpianti

la vita è troppo breve per fermarsi,

ma che dire se dalla tua vita

è scomparso persino il presente?

Ora non c’è più il desiderio

di parlare con qualcuno,

forse per paura di incontrare nuove persone,

di essere di nuovo felice,

di amare, di odiare, di vivere nuovamente.

Ma cos’è la vita?

Un gioco a cui non sai giocare,

un palcoscenico in cui non sai recitare?

Non ci sono risposte,

perché le domande non sono quelle giuste.

 

Marco Fantuzzi

I cinque sensi

Vorresti amare un donna solo guardandola negli occhi,

liquefatti di piacere,

ma non puoi.

Vorresti amarla solo ascoltando il suono della sua voce,

carezzevole mentre blandisce i tuoi abbandoni,

ma non puoi.

Vorresti assaporare il gusto della sua bocca,

languida su di te, e aggrovigliare la lingua,

ma non puoi.

Vorresti aspirare l’odore del suo sesso,

in notti senza fine e senza luna,

ma non puoi.

Vorresti accarezzare la sua pelle levigata e bruna,

sentirla fremere sotto di te,

ma non puoi.

Perché mentre la guardi,

e ne ascolti i sospiri,

e ne gusti i respiri,

e ne odori i languori,

sciogli le mani sul suo corpo nudo.

 

Marco Fantuzzi

«Vorrei poter soffocare» – Cesare Pavese

Poesia in Rete

Germaine Krull, Berte Krull, 1927 Germaine Krull, Berte Krull, 1927

     

     Vorrei poter soffocare
nella stretta delle tue braccia
nell’amore ardente del tuo corpo
sul tuo volto, sulle tue membra struggenti
nel deliquio dei tuoi occhi profondi
perduti nel mio amore,
quest’acredine arida
che mi tormenta.
     Ardere confuso in te disperatamente
quest’insaziabilità della mia anima
già stanca di tutte le cose
prima ancor di conoscerle
ed ora tanto esasperata
dal mutismo del mondo
implacabile a tutti i miei sogni
e dalla sua atrocità tranquilla
che mi grava terribile
e noncurante
e nemmeno piú mi concede
la pacatezza del tedio
ma mi strazia tormentosamente
e mi púngola atroce,
senza lasciarmi urlare,
sconvolgendomi il sangue
soffocandomi atroce
in un silenzio che è uno spasimo
in un silenzio fremente.
     Nell’ebbrezza disperata
dell’amore di tutto il tuo corpo
e della tua anima perduta
vorrei sconvolgere e bruciarmi l’anima
sperdere quest’orrore
che…

View original post 107 altre parole

Ivo Andrić – Il ponte sulla Drina

… la famelica bestia che vive nell’uomo, e che non può manifestarsi finché non vengono rimossi gli ostacoli dei buoni costumi e delle leggi, ormai è scatenata. Il segnale è stato dato, gli ostacoli sono rimossi. Come spesso accade nella storia umana, vengono tacitamente ammesse violenze e ruberie, poi anche uccisioni, con la scusa che tutto si compie in nome dei supremi interessi, sotto parole d’ordine sperimentate, contro un numero limitato di persone, di cui si conoscono bene i nomi e le opinioni. Se in quel tempo vivevano uomini dall’animo puro e dagli occhi aperti, essi poterono assistere a un portento, e vedere come tutta una società si trasformasse nel giro di un solo giorno …

(traduzione di Bruno Meriggi)

Libertino

Vecchio, laido, libertino,

illanguidito nel tuo sentore

nella tua folle ragione.

Che cerchi ancora?

Maledetto il tuo respiro,

il tuo inquieto vivere,

spettri son le tue notti.

Niente del tuo sguardo ferino

sul tuo viso, non un sorriso,

vecchio, laido, libertino.

 

Marco Fantuzzi