Guadagni e perdite [di Julio Cortàzar]

Seidicente

Kenny Random Kenny Random


Riprendo a mentire con grazia,
mi chino rispettoso allo specchio
che riflette il mio collo e la cravatta.
Credo d’essere questo signore che esce
tutti i giorni alle nove.

Gli dei sono morti uno a uno in lunghe file
di carta e cartone.
Niente mi manca, neppure tu
mi manchi. Sento un buco, però è facile
un tamburo: pelle ai due lati.
A volte torni la sera, quando leggo
cose che tranquillizzano: bollettini,
il dollaro e la sterlina, i dibattiti
delle Nazioni Unite. Mi sembra

che la tua mano mi pettina. Non sento la tua mancanza!
Solo cose minute all’improvviso mi mancano
e vorrei ricercarle: la contentezza
e il sorriso, questo animaletto furtivo
che ormai non vive più fra le mie labbra.


(tratto da:”Le ragioni della collera” Edizioni Farenheit 451, 1995, Roma; traduzione di Gianni Toti)



Contatore per sito

View original post

Annunci

3 Responses to Guadagni e perdite [di Julio Cortàzar]

  1. tachimio says:

    Molto bella la poesia e quel signore che guarda la margherita spoglia dei suoi petali lo è ancor di più. Ciao Marco. Isabella

    Mi piace

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: