In italia si muore ancora di freddo

In Italia si muore ancora di freddo, a nord come a sud, la notte è lunga d’inverno, sembra non finire mai, ai margini delle stazioni, nei cantieri, nei parchi, nelle fabbriche abbandonate.

Il nome è sconosciuto, non aveva documenti, ma poco importa, uno dei tanti senzatetto che aumentano ogni giorno, costretti a vivere nell’illegalità per sopravvivere.

Di giorno questo parco è un oasi felice, giovani che fanno jogging nelle loro tute colorate, cani liberi dal guinzaglio e poco lontano pensionati sul campo di bocce.

Ma la notte è un inferno, quando i lampioni si abbassano sull’oscurità e la gente per bene se ne va, escono i derelitti con i loro sacchetti pieni di cianfrusaglie, e se va bene una birra scadente e una scatoletta scaduta.

Cristiano, passatemi il nome, non aveva talenti da spendere come l’omonimo calciatore che desidera l’ingaggio raddoppiato, perché 21 milioni all’anno non lo gratificano, non lui no, lui veniva dall’Africa più profonda e antica (forse qualcuno dimentica che noi veniamo da lì), dove il sole brucia letteralmente la pelle e l’acqua è merce rara.

Era fuggito da un orrore di guerra, ma anche qui non aveva trovato pace, perché è qui che nascono le guerre, nel nostro mondo occidentale, nella nostra civiltà che consuma sulla pelle degli altri, e ogni tanto si ripulisce la coscienza con la beneficenza, scusate la rima, non è una poesia, anche se gli uomini dovrebbero vivere più spesso in modo poetico.

Marfan

28/01/2018

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Le nozze di Figaro – Non più andrai, farfallone amoroso

Un vecchio scheletro

Un vecchio scheletro di rami

seccati dal sole,

come foglie accartocciate

su vecchi muri di pietra in disuso.

Muri dipinti dal tempo che fu

vecchie finestre ingiallite

da un mondo perduto

su ombre nascoste nella vivida luce.

 

Marco Fantuzzi

Il santo – Su talentu de su chelu

Una poetessa di grande talento.

Rituali Minet

Non c’è nube che allontani dal tuo cielo
da questa manna acerba, celeste
dalla migrazione di luce
che la tua tunica sorregge
per la mietitura buona dell’Eterno

Contempli le ferite ad ogni sforzo
perché nessun gesto sia incompiuto
prigioniero di un volere temporaneo
che a tarda sera, chiuse le palpebre
sfiata nei cipressi

Quante croci ti hanno innalzato l’ombra
festosa fra i chiodi sbocciati dall’inverno
e i passeri a sorvegliare il grano sono sacri
sotto la pioggia che inferocisce il fango
per tutto il tempo che i sandali s’inoltrano pazienti

Sei soglia di un altrove senza imbrogli
impronta in un cammino che a stento tira i carri
lucerna per libertà murate
e canti ovunque il poema del bisogno
come se il sospiro d’ogni attesa fosse tuo

E noi che bestie siamo a urlare la pietà
offesi come ceri davanti ai crisantemi
preghiamo che la terra dia i suoi frutti
e…

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Dov’è il tuo amore?

Dov’è il tuo amore?

Passa il tempo

e ti conduce paziente

in cima ai tuoi giorni.

Vedi il bianco Ippogrifo

planare ad ali distese

su una lattiginosa luna

in cerca di virtù perdute.

Ascolti il fischio del vento

che ti porta le sue parole,

ma senti lacrimare

il cielo insieme a te.

Ti riga il volto

questa tristezza infinita,

lucida un viso

cui gli anni son sfuggiti.

In faccia hai il colore della terra

le lacrime il sapore del tuo mare

gli occhi il brillare del tuo cielo

e nell’aria desiderio d’amore.

Forte e fragile

come un amore calpestato,

dona e ricambia

il tuo rinnovato vigore.

Riempi i vuoti dell’anima

con il tuo spirito migliore,

non lasciare solo chi ti ama

non lo abbandonare.

Riempi d’amore il tuo domani!

 

Marco Fantuzzi

Voglio combattere il bullismo

“Il tempo se lo porta via” di Antonio Machado

Cultura Oltre

Io ho quasi un ritratto
del mio caro padre, nel tempo,
ma il tempo se lo porta via…
Mio padre nel giardino di casa nostra
mio padre tra i suoi libri, che lavora.
Gli occhi grandi, l’alta fronte
il viso scarno,i baffi lisci.
Mio padre nel giardino della nostra casa
medita, sogna, soffre, parla forte.
Passeggia – Oh padre mio, ancora
se lì e il tempo non ti ha cancellato!
Ormai sono più vecchio di te, padre mio,quando
mi baciavi.
Ma nel ricordo, sono anche il bimbo che tu
conducevi per mano.
Antonio Machado

ph mrt

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