Il mondo visto dall’alto

Certo il mondo visto dall’alto fa tutta un’altra impressione, dalla finestra di un ospedale ancora di più.

Stefano si era alzato presto quel giorno, il letto del reparto non era scomodissimo, ma non era il suo letto. Gli mancavano i rumori della sua casa, i vetri aperti sul giardino da cui filtrava l’aria della notte, con la luna che faceva capolino tra le fronde degli alberi.

Aprì le finestre e sollevò piano la tapparella, gli altri dormivano ancora. La città si stava svegliando, c’erano ragazze che correvano e anziani che passeggiavano il cane, in lontananza il rumore degli scarichi delle auto che aumentavano pian piano d’intensità.

Dall’alto la visuale era molto più completa, abbracciavi le colline, ancora grigioverdi, i tetti rossi delle case inondati dai primi raggi del sole e lo skyline dove spiccava l’unico grattacielo di questa città di provincia, un monolite grigio che deturpava il paesaggio, e le antenne e le parabole, vere brutture metalliche a cui non si è trovato ancora soluzione.

Una casa attaccata all’altra, senza soluzione di continuità, non sembra passarci aria tra di esse, tantomeno in strada, e l’aria è utile per disegnare la vita dei passanti, un’aria tremula, evaporata nella rugiada mattutina, solo qualche macchia verde spunta tra le tegole, quasi a cercare un respiro che non c’è.

E pensava a tutte le albe viste dall’auto, rasoterra la città era molto più scura, più triste, poi uscivi e alla prima rotonda il traffico ti investiva e non avevi più scampo, un lungo trenino di scatolette colorate ti portava al lavoro e maledivi il coglione che ti tagliava la strada, e il sole che ti sbatteva sugli occhi, e il finestrino chiuso per non sentire l’odore del combustibile bruciato.

Ma presto tutto ricomincerà: fra 9-10 ore invertirai la marcia, e non avrai avuto il tempo nemmeno di pensare, mentre io qui, dall’alto, ho tutto il tempo di sognare.

Marco Fantuzzi

Le banche

Mi domando spesso qual è l’utilità delle banche in un sistema strutturato come il nostro: nessuno. Come la finanza in generale.

E qualche deficiente tra quelli che ci governa vorrebbe far sparire il denaro contante in modo che per qualsiasi transizione sia necessario appoggiarsi ad una banca. Quello è l’unico guadagno certo per le banche, le transazioni bancarie di ogni tipo. Il denaro deve circolare liberamente, le banche dovrebbero essere al massimo nazionalizzate, i privati hanno già fatto abbastanza danni. I ricchi andrebbero aboliti per legge, perché tanto le tasse non le pagano, salvo le eccezioni, le persone più povere le sfruttano, non si vede a cosa servano. E non creano posti di lavoro con le loro aziende, creano solo ricchezza per le proprie tasche. I ricchi sono le persone più inutili di questo mondo, quando commettono un reato dovrebbero essere messi alla gogna ed esposti al pubblico ludibrio perché se è vero che nessuno dovrebbe commettere reati è anche vero che i ricchi non ne hanno nessuna necessità. E non voglio difendere i poveretti che ammazzano o rubano per sopravvivere, ma i ricchi hanno tutto quello che gli serve e anche molto di più. Perché devono continuare a rubare, sfruttando leggi fatte da loro, corrompere per arricchirsi, senza quasi mai pagare per questi reati. Serve una rivoluzione culturale che metta il lavoro e la dignità umana come valore centrale, fondante di una nuova civiltà.

Proviamo a riflettere: cosa succederebbe se le banche, come auspico, cominciassero a fallire. L’unico inconveniente sarebbe che la gente che vi lavora dovrebbe cercare un’altra attività per sopravvivere. Invece tutti gli addetti ai lavori ci vogliono far credere che il mondo crollerebbe. Di sicuro cambierebbe, ma io credo in meglio. Rendiamoci conto che l’unica attività in cui primeggiano è rubare ai poveri, la maggior parte dei correntisti, per dare ai ricchi, che di quelle banche sono azionisti.

Un Robin Hood alla rovescia. Le banche sono molto usate per effettuare pagamenti come le nostre utenze di casa, e per questo potrebbero chiudere anche subito. I bancari potrebbero andare a fare gli esattori per conto di gas, luce, acqua, telefono, tasse. In un attimo abbiamo così creato posti di lavoro, poveri esattori sotto il sole in estate, la neve d’inverno, la pioggia e la nebbia nelle altre stagioni, loro abituati a lavorare a 20° tutto l’anno, seduti sulle loro comode poltroncine, nei loro abiti eleganti, puliti e profumati, che tristezza! Le banche erano nate per poter prestare soldi a chi non li aveva, salvo restituirli a interessi da usura. Quanti soldi risparmiati da parte dei consumatori che spenderebbero solo quando hanno realmente il denaro occorrente. Servirebbero solo più poliziotti per proteggere il denaro in casa, e voilà altri posti di lavoro creati, tanto con le tasse pagate questo si potrebbe fare. E le aziende non dovrebbero fallire per colpa delle banche, perché queste non ci sono più, ma solo per colpa di imprenditori incapaci e inefficienti, e ce ne sono tanti. Ma tutte le persone oneste e di buona volontà saprebbero sostituirli senza vedere il loro posto di lavoro a rischio come succede adesso. E quando accade che l’azienda metta in cassa integrazione perché queste persone non vengono impiegati per casi di pubblica utilità: sono tantissimi. E così i comuni potrebbero risparmiare per migliorare i servizi, lo stesso dicasi per i disoccupati. Perché pagare delle persone che stanno a casa a far niente. Senza banche pian pano scomparirebbero tutte quelle istituzioni che sono lì a garantire gli interessi dei potenti. Eliminiamo anche le banche d’affari e questi bravi economisti mettiamoli ad insegnare nelle nostre università ad un decimo del loro stipendio. I giovani hanno bisogno di bravi maestri se la civiltà deve progredire, adesso non sta progredendo, con milioni di persone che muoiono a causa di guerre, carestie, malattie, indigenza. Non credo che sia solo colpa delle banche, ma ci sono sempre loro dietro ai grandi fallimenti della storia, e si arricchiscono spaventosamente anche in caso di guerra. E a volte falliscono anche loro ma è una pagliuzza in un pagliaio. Io credo che l’economia reale andrebbe molto meglio senza le banche, sono solo aziende a scopo di lucro come tutte le altre. E in una economia sana le aziende devono fallire quando non sono in grado di reggersi da sole, perché sovvenzionarle con soldi pubblici, solo per accontentare il politico di turno che con quelle aziende faceva affari. Meglio ridistribuire a persone che hanno voglia di avviare piccole attività, le sovvenzioni devono servire solo a questo. Quanti miliardi si sarebbero risparmiati e quanti ricchi si sarebbero ridimensionati. Serve più uguaglianza fra le persone, arricchirsi solo con le proprie forze è sicuramente etico, in caso contrario alimentiamo solo la disonestà. L’onestà deve essere un valore fondante, non la furbizia, o l’arroganza, la presunzione, la volgarità e chi più ne ha più ne metta.

Bisogna partire dal presupposto che il denaro non è più un banale mezzo di scambio, il denaro è un dio idolatrato in cui avere fede, e dove poterlo adorare se non nel tempio che è la banca. Come spiegare se no l’accettare il denaro come ragione di vita, come unico metro nella valutazione di cose e persone. Controllando il denaro si prova a controllare quasi tutto, questo è il motivo per cui esistono le banche.

Marco Fantuzzi