La democrazia

La democrazia proclama l’uguaglianza, ma questa uguaglianza lascia ognuno libero soprattutto di ostentare le proprie pretese e la volgarità delle sue piccole differenze. Ciascuno si crede qualcuno, aggiunge al coro la sua voce dissonante e ciò che ne risulta è una cacofonia indescrivibile, un disordine, un guazzabuglio. La democrazia è una moltitudine anarchica di maestrini che si azzuffano, un inascoltabile concerto di voci sboccate, pretenziose, che niente è autorizzato a zittire. Qui non è il conformismo che regna, piuttosto un difformismo.

(Platone – ottavo libro Repubblica)

Simone de Beauvoir – Quando tutte le donne del mondo …

In questo libro scritto quarant’anni fa, la scrittrice e saggista francese, descrive le problematiche dell’universo femminile dell’epoca, ancora quanto mai attuali.

Si tratta di articoli, interviste, conferenze in cui parla del movimento femminista, delle disuguaglianze che ancora colpiscono le donne, della violenza a cui sono soggette nella società civile ma anche all’interno della famiglia.

Racconta in prima persona della sua esperienza, più fortunata di altre, e delle lotte con cui ha accompagnato le esperienze di chi invece ha patito sottomissioni di ogni tipo, della schiavitù a cui è sottomessa la donna, della sua necessaria indipendenza economica senza la quale non ci sarà mai pari dignità con l’altrui sesso.

Senza una vera uguaglianza fra i due sessi, che è ancora molto lontana da conquistare, non ci sarà quel progresso nella società necessario e auspicabile.

Io da parte mia ho insegnato a mia figlia quei valori necessari per raggiungere nel tempo, questo risultato, gli ho insegnato ad affrancarsi dalla dipendenza maschile, perché la donna non nasce solo per fare la madre e la moglie, l’amica e l’amante, c’è molto di più, e solo con una indipendenza economica c’è la speranza di realizzarsi pienamente.

Ancor di più al giorno d’oggi in cui sembra esserci una recrudescenza della violenza maschile, purtroppo l’emancipazione, mai completata ha portato anche a questo, a rendere gli uomini molto più aggressivi e arroganti, e la politica, che dovrebbe saper gestire i fenomeni sociali, è stata davvero latitante.

Marco Fantuzzi

Il giardino delle rose

Care amiche ed amici,

mi sono dimenticato di dirvi che anche stavolta WRITERS ha pubblicato un mio racconto, quello del titolo. Orribile dimenticanza per i miei affezionati lettori. Chiedo venia, non mi cospargo il capo di cenere, perché i capelli stanno diventando grigi comunque.

Passate di qua, c’è tanta altra brava gente che ha piacere di farsi leggere, e potete contattare Elena, la nostra direttrice, sempre in cerca di persone che condividano la nostra passione, qui sotto la mail a cui potete scrivere:

writers.blogmagazine@gmail.com

e qui il collegamento al sito, da dove potete anche scaricare la rivista

https://writersezine.wordpress.com/

Buona lettura e spero di trovarvi presto compagni di viaggio.

 

Marco Fantuzzi

Chimamanda Ngozi Adichie – Cara Ijeawele

ovvero Quindici consigli per crescere una bambina femminista

Questo libretto di novanta pagine, scritto nel 2017 in forma di lettera ad una carissima amica della scrittrice, si può intendere come un manifesto del movimento femminista.

Sviscera con parole semplici come una donna, da poco diventata madre, dovrebbe crescere una bambina femminista.

Il percorso è pieno di ostacoli, e Chimamanda è inizialmente restia a consigliare come svolgere un compito davvero enorme, , ma lei è anche una donna molto determinata, e la sua carriera è lì a dimostrarlo.

In punta di penna svolge una quindicina di consigli in maniera delicata e volitiva, a noi lettori il compito di recepire il suo messaggio e diffonderlo come una vampa incendiaria inarrestabile, sì che tutti, uomini e donne, capiscano che, pur nella diversità di genere, questa civiltà potrà evolvere solo se ci saranno uguali oneri e uguali onori.

Buona lettura!

Marco Fantuzzi

 

 

Francesco Scarabicchi

Porto in salvo dal freddo le parole,

curo l’ombra dell’erba, la coltivo

alla luce notturna delle aiuole,

custodisco la casa dove vivo,

dico piano il tuo nome, lo conservo

per l’inverno che viene, come un lume.

 

da IL PRATO BIANCO