E. Montale, Ossi di seppia

Meraviglia!

chiarasaracino's Blog

Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s’incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t’ama.

Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
e’ dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case

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Ethel Leontine Gabain (1883-1950)

Grazie Daniela!

Il Canto delle Muse

Dedico questo spazio ad alcune opere dell’artista franco inglese Ethel Leontine Gabain, vissuta tra il 1883 e il 1950, moglie del pittore John Copley, sinora a me rimasta sconosciuta. Come spesso avviene, mi è capitato sotto gli occhi un dipinto che mi ha invitata ad iniziare la ricerca di altri lavori. Oltre ai ritratti ha dipinto anche paesaggi e nature morte, ma nel caso specifico ho scelto di proporre questi che seguono in quanto accomunati da un filo conduttore particolare: sono tutti ritratti di donne dai volti malinconici, dai colori romantici, tenui, mai chiassosi anche quando c’è qualche nota di colore più vivo. Per queste sue rappresentazioni si è avvalsa prevalentemente della stessa modella, Carmen Watson, che ha posato per lei più di sessanta volte.

La prima immagine è la foto dell’artista.

Portrait of Ethel Gabain - Private CollectionEthel Léontine Gabain (1883-1950)Diana Wynyard in ‘The Silent Knight_(c) Peter Copley; Supplied by The Public Catalogue Foundationethel-leontine-gabain-147_orgEthel Léontine Gabain (1883-1950)Diana Wynyard in ‘The Silent Knight_--the-canaries-the-brideEthel Léontine Gabain (1883-1950) la ninfaEthel Léontine Gabain (1883-1950)7957dc09b247e7323d0fe4db3be56048ci

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DOLCE NOTTE (DA MEDITARE)

Grazie Silvia!

Nel giardino segreto

….. HO VISTO QUESTO VIDEO DA PIERO CANCEMI   E ME NE SONO INNAMORATA…. LA BRAVURA DI QUESTA RAGAZZA CHE, OLTRE AD AVER SCRITTO LA CANZONE LA CANTA IN MANIERA MERAVIGLIOSA E SUONA ANCHE BENE PUR ESSENDO SORDA, LA SUA SERENITA’ E LA SUA FORZA MI HA FATTO DAVVERO SENTIRE “MOLTO PICCOLA”….PENSANDO A TUTTE LE VOLTE CHE CI SI LAMENTA O SI STA ARRABBIATI E IMMUSONITI PER DELLE VERE SCEMENZE….

silvia

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Non so chi l’abbia scritta ma …

Giuliana Campisi

Opera di Annunziata Martiradonna

HO SCOPERTO ADESSO CHE E’ UN POST DEL BLOG DI CLAUDIA PEPE … PER CORRETTEZZA …

DAL WEB

Erano in tre i maledetti che hanno violentato una ragazza di 25 anni tra sabato e domenica a Catania. Erano in tre quando uno alla volta l’hanno stuprata, le hanno vomitato addosso il loro sperma, la loro vigliaccheria, la loro incapacità di vivere. Erano in tre, ed erano tutti italiani questi vermi che dopo averle saccheggiato ogni angolo del suo corpo, dopo averle tappata la bocca, gli occhi e spazzato via per sempre la sua vita, l’hanno gettata in mezzo alla strada. Come un sacco d’immondizia, come il letame, come il sudiciume. Erano italiani questi tre delinquenti che hanno rubato la vita ad una ragazza. Erano tre questi uomini di merda che probabilmente sono sposati e fidanzati, che vanno a messa la domenica e sputano sugli immigrati. 36…

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Da ascoltare al massimo volume e in loop, quando…

Suoni e Passioni

Quando non hai più niente da dire e tutte le parole che conosci vorrebbero uscire contemporaneamente e alla rinfusa

Quando tutti i pensieri si addensano e concentrano in unico punto minuscolo e massiccio, così concentrato da pesarti sulle spalle

Quando i tuoi passi si fanno lunghi e lenti ed allo stesso tempo ti sembra di correre come un forsennato e hai il fiato il corto e il cuore nelle orecchie e gli occhi rossi dal dolore ma non dalla fatica

Quando scavi con le unghie dentro di te per ricordarti che sei vivo, che hai tutto e non hai niente, che vedi respiri parli canti balli e sanguini come tutti

Quando c’è ancora un’altra possibilità su tutte le fantastiliarde possibilità che non conosci e pensi che non ce ne siano altre

Quando il fiato corto fa a pugni con le narici dense di quell’odore che conosci bene

Quando ogni foglia…

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Sinead O’Connor – Nothing Compares to You

Il ricordo di mia madre

Il ricordo di mia madre, piegata in due dal dolore, di ossa frantumate e mai più ricomposte, di uno spirito svanito nell’immancabile certezza che aleggia tra la vita e la morte.

Se ne andarono i suoi pensieri all’inizio della mia infanzia, quando si costruisce una nuova vita, quando hai bisogno di puntellarti per cominciare a prendere il volo.

Ero solo un piccolo aquilone e la cordicella era sottile, in procinto di spezzarsi: cominciò così il mio malessere di bambino, solo, in balia degli eventi.

MarFan