31 Gennaio. Da un diario di polvere.

Grazie alle parole dell’amica Rebecca!

Racconti della Controra

Polaroid foglia rebecca lena controra

Sto diluendomi. Gocciolo e il peso si asciuga. Il filo metallico che percorre perpendicolare il mio esistere diviene sempre più nudo, dunque più sensibile all’alito acido dell’accadere. Vado semplificandomi, sfogliando strato per strato e scoprendo i sensi meno mortali, come il senso della coscienza. Se sfiorata anche solo da una brezza provo addirittura dolore. Sono carne scoperta, tepore bollente di rosso che imbrunisce più a fondo, tendine che suda, muscolo da sfilettare, fino alla fibra armata. È di un metallo molto particolare il mio filo portante, deliquescente al contatto col reale. E quando sarà completamente scarnificato, l’aria acida reagirà con le sue molecole e sarà completamente liquefatto. Ma vorrei vivere dentro una scatola, sola, fino a spogliarmi del tutto per non aver più bisogno di pareti, ma solo di buchi e di fessure.

Dal libro Racconti della Controra.

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1961

1961, è cominciata lì la mia sofferenza per la vita, la mia paura della solitudine, il sentirmi solo e inadeguato in questo mondo in perenne accelerazione.

Ero un bambino, ancora non remigino e già la vita mi aveva posto una sofferenza indicibile, mia madre era in un letto d’ospedale, pesantemente ingessata, fratturata e in fin di vita per una commozione cerebrale, spazzata via da una motocicletta della polizia in una folle corsa impegnata a rincorrere il vento e a seminare foglie per strada.

Era l’inizio dell’autunno e la similitudine è calzante, chissà se nasce lì il mio amore per l’autunno, per i suoi colori, l’abbandono delle foglie per una nuova vita da rinascere nell’altra stagione che amo.

Mi piacciono le mezze stagioni che non sai mai cosa ti promettono: un giorno luce, l’altro vento, un giorno l’arcobaleno, l’altro una nebbia profonda.

Invece le stagioni piene ti portano solo caldo o solo freddo, anche se dicono che non ci sono più le stagioni di una volta…

Marco Fantuzzi

La cambio io la vita che non ce la fa a cambiare me

Vuoi far l’amore con me … Meraviglia … Grazie Elena!

Crazy Alice in Wonderland

…e dimmi che non vuoi morire 

Patty Pravo

 .
 

Guarda
io sono la sola ormai
credi
non c’è più nessuno che
quando chiedi troppo e lo sai
quando vuoi quello che non sei te
ricordati di me
forse non mi credi.

Sguardi,
guarda sono qui per me
non ti ricordi
eri come loro te.
Tutti quanti sono degli eroi
quando vogliono qualcosa… bè
lo chiedono lo sai
a chi può sentirli…
La cambio io la vita che
non ce la fà a cambiare me
bevi qualcosa
cosa volevi
vuoi far l’amore con me

La cambio io la vita che
che mi ha deluso più di te
portami al mare
fammi sognare
E Dimmi Che Non Vuoi Morire!
ra ra ra ra ra ra ra

Dimmi,
sono solo guai per te
dimmi,
ti sei ricordato che
hai una donna che se non ci sei
come fà a restare senza te

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First Day of Spring

A scoprirmi poeta – Una mia poesia pubblicata nella raccolta antologica “Brontëana III” a cura della professoressa Maddalena De Leo

Una notevole poesia ispirata dalla lettura di Cime tempestose.

Il fiume scorre ancora

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Fortuna

Il breve racconto di un’amica. Grazie Sonia!

Gli occhi della libellula

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– Se potessi vivere la vita di uno dei tuoi conoscenti, quale sceglieresti?

Ci pensò su.

Gli venne in mente il volto sorridente del suo amico Mauro. La sua vita fuori dagli schemi, il suo carisma, le giovani donne che frequentava. Tutto un palcoscenico sfavillante per riempire buchi affettivi che si portava dietro da sempre. Non era mai riuscito a perdonare suo padre, nemmeno alla fine.

Ma il suo era il sorriso esageratamente allegro di chi nasconde malinconia. Di chi si aspetta qualcosa che ancora non ha e forse sa che non avrà mai.

Pensò al suo quotidiano girovagare in cerca di un lavoro che desse un senso a tutto e una morsa allo stomaco lo ferì.

Poi focalizzò il calore della mano di suo fratello sulla spalla. L’abbraccio degli anziani genitori. Le risate gioiose del nipotino subito dopo il pianto.

Vide lei, addormentata alla scrivania su pile di libri…

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Sono grata

Non dimentichiamoci mai questi insegnamenti. Grazie Elena, sei una bella persona!

Crazy Alice in Wonderland

Sono grata a chi apre ferite sanguinanti.

Perché sentire l’anima viva che pulsa sotto i graffi mi fa capire quello che non va in loro, quello che non va in me. E correggere il tiro.

Sono grata a chi complica il percorso.

Perché cadendo su ciottoli appuntiti mi scopro capace di guarire ogni sbucciatura, imparando a voler bene a me.

Sono grata a chi offre sfide.

Perché misurando me stessa su esse capisco ogni volta quello che voglio davvero.

Sono grata a chi talvolta mi costringe a scegliere la strada meno semplice.

Perché solo scegliendo per se stessi si cresce davvero.

Non meno grata sono a chi mi ha fatto del bene. Perché mi ha fatto comprendere di esserne degna.

Ma è facile dir grazie ad una rosa per il suo profumo.

Lo è meno ringraziarla per le sue spine, che pungendo insegnano il punto esatto in cui mettere il…

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