Dov’è il tuo amore?

Dov’è il tuo amore?

Passa il tempo

e ti conduce paziente

in cima ai tuoi giorni.

Vedi il bianco Ippogrifo

planare ad ali distese

su una lattiginosa luna

in cerca di virtù perdute.

Ascolti il fischio del vento

che ti porta le sue parole,

ma senti lacrimare

il cielo insieme a te.

Ti riga il volto

questa tristezza infinita,

lucida un viso

cui gli anni son sfuggiti.

In faccia hai il colore della terra

le lacrime il sapore del tuo mare

gli occhi il brillare del tuo cielo

e nell’aria desiderio d’amore.

Forte e fragile

come un amore calpestato,

dona e ricambia

il tuo rinnovato vigore.

Riempi i vuoti dell’anima

con il tuo spirito migliore,

non lasciare solo chi ti ama

non lo abbandonare.

Riempi d’amore il tuo domani!

 

Marco Fantuzzi

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E’ l’ora del tuo ritorno

È l’ora del tuo ritorno, della tua fragile vita,

Sui cammini di ieri c’era una gioia infinita,

Nel tuo cuore hai cercato lo spazio

Per un uomo, la luce di un topazio.

Sono le tue parole che cerco,

Le tue labbra d’incanto,

Sulla lingua un alterco,

Ma tutto ora è un dolce canto.

Un giorno stringerò il tuo cuore

Pulserà per sempre d’ardore

Con parole ritrovate

In notti mai più dimenticate.

 

Marfan

Rimando la mia vita

Rimando la mia vita

all’amore donato,

all’amicizia, alla felicità.

Rimane solitudine

e nemmeno il sorriso

a stender rughe sul mio viso.

Pallida, evanescente luna

che ancora vegli su di me

a protegger gli anni miei.

Si accendono le stelle

su queste buie notti

da spiriti bagnate.

Un tempo riempiva

le cavità del mio cuore

la spensierata gioventù.

Ora, sul limitar degli anni,

comprendo il ritornar bambino,

tu sempre sei nei miei pensieri,

cosa rimane degli occhi tuoi?

Marco Fantuzzi

Domande su domande

Domande su domande

tormentano il mio cuore

so che non le leggerai

non sai leggere il mio amore.

E io scriverlo non so

so guardarti e fuggire

preparo le parole per i nostri incontri

ma scioglierle non so.

Cos’è quest’ansia che mi opprime

quando ti incontro?

È amore? So di amarti,

ma non riesco a dichiararmi!

Cosa mi frena?

La tua bellezza,

la tua giovane età,

Le mie mani vorrebbero osare!

Sono un uomo senza pace

sono un uomo senza voce

sono un uomo, ma tu non lo sai

non lo saprai, né oggi, né mai!

Marco Fantuzzi

E’ una stagione di incontri

È una stagione di incontri

senza speranza alcuna,

cogliere non so, nel suo sguardo

una scintilla, un sorriso.

È un’algida bellezza

su un bianco incarnato,

la seriosità del suo sguardo,

gli occhi vivaci e controllati

sembrano dire:

io aspetto la luce dei tuoi occhi

come il buio attende la luna,

ma non far sì che tramonti,

bruciata da un vivido mattino

che annienterà la mia voce.

Quale spirito sei,

una voce a dispiegare versi,

suoni sciolti sulle labbra,

desiderose di un contatto,

a spezzare parole, e produrre silenzi.

Raccontami di te dei tuoi umori,

dei malumori, dei sorrisi mancati,

degli amori bruciati, e cammina

mentre parli, sì che possa gioire,

mentre guardo il tuo passo dolce e sicuro.

È già amore tutto questo.

Marco Fantuzzi

Dove sei amico mio

Dove sei amico mio,

senza te ho spento la speranza,

senza te non c’è presente, solo ricordo.

Vado avanti, ad inseguire la vita,

ma qualcosa si è fermato quel giorno,

un grigio mattino di novembre.

Esorcizzo la paura della morte

(tutti l’abbiamo in dote)

che può accadermi, cosa temere!

La lucida follia del vivere

non mi mancherà, riempire le ore

per non sentirsi soli, questo siamo noi.

 

Marco Fantuzzi

Jacques Brel – La chanson des vieux amants