Che dire dell’infedeltà

Che dire dell’infedeltà di umana natura,

della ricerca di quell’amore che un filosofo

ben definì in un celebre Simposio,

sempre in cerca della metà mancante.

In altri fatti ci affaccendiamo, nell’attesa,

siano essi un lavoro, una corsa nei campi,

un’opera d’arte frutto del nostro ingegno.

Ma la ricerca è vana, l’attesa non ci gratifica,

come il desiderio del tempo perduto,

sparso nei luoghi della nostra mente.

Camminavi leggera

Camminavi leggera sfiorando l’impiantito,

strisce di velluto rosso volteggiavano

tra delicate mani di seta e d’intorno

un malinconico canto di fisarmonica.

Io ti guardavo orgoglioso

nelle tue vesti candide segno

di una purezza d’animo eccelsa.

Danzavi leggera sopra versi di poesia,

tra canzoni d’amore e ritmi di chitarra

nella solitudine di una luce

che era tutta per te.

Castelnovo ne’ Monti – spettacolo teatrale

La poesia

La poesia è solo uno sfogo esistenziale, è un pour parler, un’attività didattica al pari di altre, perché il tempo scorre e tu puoi misurarlo solo nel riconoscerlo come unico motivo della tua esistenza.

Puoi guardare le lancette scorrere ed esserne in balia, molti lo fanno seppur inconsciamente, o puoi dare un senso allo scorrere del tempo, anche se un senso la vita non ce l’ha.

E tutti i filosofi, laici o religiosi, non mi convinceranno del contrario.

Marco Fantuzzi

Nel silenzio della casa

Nel silenzio della casa

odoro i suoi profumi,

ascolto le voci dei tempi andati.

Il freddo stringe forte sul cuore,

nemmeno le braci riscaldano il mio letto

e l’umido stinge e scrosta i muri.

Ma io sono con voi ovunque siate,

sono un bimbo nella cucina dei nonni

nel calore di una vecchia famiglia.

Addio a Marienhof

Arrivederci, amico mio, arrivederci,
tu sei nel mio cuore.
Una predestinata separazione
un futuro incontro promette.

Arrivederci amico mio,  
senza strette di mano e parole, 
non rattristarti e niente 
malinconia sulle ciglia: 

morire in questa vita non è nuovo, 
ma più nuovo non è nemmeno vivere

Sergei Esenin

Ho cavalcato l’onda

Ho cavalcato l’onda,

io che non so nuotare,

su una tavola di legno

sospinta dal vento.

Il sale che respiravo

sapeva di libertà,

per correre verso un destino

condiviso, ricco di solidarietà.

Amore cantava la mia voce

E si univa a milioni di anime felici.

Ho baciato gli spigoli

Ho baciato gli spigoli su cui appoggi la vita

opportuni appigli per avanzare, per sollecitare richieste.

Ho arrotondato gli spigoli smussando le asperità del cammino

lisciando finemente le efelidi, una per ogni vita.

Ho plasmato gli spigoli per l’amore che ti devo

che ha bagnato i miei capelli, mentre il tuo sole risplendeva.

26/12/2021

Pensando a te

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