E domani

E domani

Chi scalderà il mio mattino

Chi attraverserà il mio destino

Chi accompagnerà il mio cammino?

Fragile umanità in cammino

Inquieta e indecisa nel suo destino

Fragile cielo nel nostro mattino.

Tutto ruota intorno a queste rime

Al nostro miserabile ego di gente scalza

Di uomini dilaniati dalla fede

Nel torpore dei nostri silenzi mattutini.

 

Marco Fantuzzi

 

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Fotografo pozzanghere

Fotografo pozzanghere,

lì, dove si specchia

tutto il nostro mondo.

Attendo lacrime dal cielo

per riempire le buche

del nostro cammino.

Fiori e colori emergono

dal nostro evanescente vissuto,

fatto di lunghe attese

ed esplosive rinascite.

Ogni stagione

ha le sue pozzanghere,

i suoi ricordi,

i suoi colori.

E io sono lì,

immortalo quadri di riflessione,

dove la vita ha scavato il suo tempo.

Marco Fantuzzi

Cammino senza meta

Cammino senza meta

tra le pieghe della vita,

una persona speciale

attende il mio candore,

nel sole, nel piacere

di blandire i miei versi.

Cammino tra la gente

in modo indifferente,

una persona speciale

alberga nel mio cuore,

ma non ditelo a nessuno

altrimenti se ne andrà.

Cammino distratto

nel dilagare del fiume,

una persona speciale

nuotar non sa in questi gorghi,

nell’argentino scintillio

che imporpora il tramonto.

Marco Fantuzzi

Non posso camminarci

Sono i pensieri di ieri

quelli in cui non posso camminare,

perché quel tempo non esiste più

anche un secondo dopo è già svanito,

a questo penso e sono sfinito…

 

Marco Fantuzzi

24-05-2015

Cammino

 

Nel cammino sommerso

cerco il mio amore disperso,

fra l’odore della rovere

e il sentor di rime povere.

 

Marco Fantuzzi

02-09-2015

Buon Viaggio Cara Zia

Anche tu te ne sei andata, per sempre hai lasciato una vita di sofferenza.

Un banale arresto delle tue allentate funzioni vitali ha fermato il tuo cammino, inutile rianimarti, in pochi minuti te ne sei andata, come in pochi minuti eri arrivata, nel bel mezzo di una guerra che ha ridisegnato il mondo.

La tua fotografia ti vede sorridente, il giorno del tuo matrimonio, forse l’unico momento felice di cui io ho memoria.

Tu eri la mia Tata, tua sorella (mia madre) mi lasciava a te ben piccolino, e tu che giovanissima eri allora, poco più di una ragazzina, mi toglievi le scarpe, così che io al sentir dei sassi, non mi allontanassi, potendo così chiacchierare con le tue carissime amiche.

E immagino te a 14 anni, mentre sgualcivi la mia fotografia (avevo 2 anni e un’aria sbarazzina), il tuo unico nipote, che tale rimarrà, ad accudirti (mai abbastanza) quando tua sorella e suo marito se ne saranno andati.

Ora sono qui al tuo fianco per l’ultima compagnia e lascerò quella foto che tanto amavi (non l’originale che mi rimarrà per sfiorare il tuo ricordo).

Ora il tuo viso è sereno, dopo anni di sofferenza ha ritrovato la sua lucidità, e ti condurrà per sempre da me lontano ad incontrare chi amasti e chi amò la tua giovinezza.

Buon Viaggio Cara Zia

Marco 1957

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marco

Cuore

Fai palpitare il tuo cuore,

come l’altrui cuore.

Ama con tutte le forze,

stringi forte,

in un abbraccio,

i tuoi desideri più intimi.

Sciogli i tuoi pensieri,

sciogli il corpo e la mente,

le stelle

illumineranno il tuo cammino,

anche nella notte più buia.

E se non basterà

faremo scendere la Luna

sui nostri volti oscuri.