Siamo stati figli

Siamo stati figli

siamo padri (o madri)

saremo forse nonni

saremo nulla.

Quattro momenti della nostra vita

come quattro stagioni,

ognuna col loro compito,

con la loro speranza.

Sbocciamo nella consapevolezza

di costruirci una lunga vita,

ci perdiamo, ci ritroviamo,

abbracciamo noi e la nostra vita,

ne curiamo i germogli,

sì che da giovani piantine diventino solide querce,

ne cogliamo i frutti in una vita erosa dal tempo.

Siamo lì che ancora godiamo di una felicità raggiunta,

ma un temporale inatteso ci schianta,

Zeus ci ha fulminato sulla Via!

MarFan

Ricordi

Mio padre avrebbe voluto lavorare in fabbrica, perché nel suo immaginario giovanile sembrava un posto sicuro, lui che nella vita ha fatto molto spesso lavori precari, ma non per questo si è mai abbattuto.

Io sono finito in fabbrica, nonostante un diploma di geometra, forse inconsciamente per accontentare mio padre: non ho realizzato me stesso, ma d’altra parte mi sono fermato poco per capire quali erano i miei sogni, solo in tarda età l’ho capito.

I miei figli non li ho portati verso niente di specifico, ho cercato di lasciarli liberi di fare le proprie scelte e subire i propri errori, solo così la vita ti dà la possibilità di crescere.

Spero abbiano una vita più serena e soddisfacente della mia, solo il tempo ce lo dirà, e che trovino da soli la loro strada, anche se in realtà il cammino non è mai solitario, sempre qualcuno ti cammina al fianco, ne saranno più gratificati.

Spero solo che negli anni il mio ricordo non crei loro dei sensi di colpa per quello che hanno fatto o per quello che non hanno fatto, questo non lo sopporterei, per me la vita è sempre stata piena di rimpianti.

L’importante è che siano convinti delle scelte che faranno in ogni momento, giuste o sbagliate solo lo scorrere del tempo lo dirà, perché la vita è questo: un continuo decidere di cose, di cui credi di avere il controllo, che possono o non possono renderti migliore.

In ogni momento sei a un bivio, ma non ci sono indicazioni, entrambe le strade portano dal presente al futuro.

Marco Fantuzzi

Figli

Figli di un Dio minore

siamo noi esseri umani,

figli non amati

perché fuggimmo l’Eden.

E per questo delusi,

infelici, tristi,

oppressi, umiliati, offesi.

Briciole di felicità

spazzate via da un vento ribelle

su una tavola ancora imbandita.

Questo vento che coglie

e ci raccoglie

come legna da ardere

in un bosco abbandonato da Dio.

Ma una terra feconda

mai smetterà di lottare

e uomini e donne

continuerà a generare.

Marco Fantuzzi

Tempo di semina

Ho seminato amore

dove arida era la terra,

ho dissodato e arato

e con la pazienza,

che un tempo coltivavo,

sono spuntati teneri germogli

che il tempo innalzerà.

Ho seminato gioie nella mia vita,

adesso volano libere

in cerca del giusto zeffiro,

che le conduca là

dove il cuore le ha destinate.

Ho seminato anche nel vento

parole intraducibili

per i popoli di questa terra,

maledetta dall’odio

che da sempre coviamo,

per il vicino

per il diverso

per chi non ci approva.

Ho raccolto molto

pur non credendoci,

in ogni gesto

in ogni sorriso

in ogni carezza

c’era il mio io.

E io me ne compiaccio,

a volte,

insoddisfatta persona

dall’inquieto vivere

che son io.

Triste melodia

per questa vita solo mia.

Marco Fantuzzi

22/03/2014

Uomo

Uomo,

sono sconvolto

del tuo distruggere.

Gelosia e vendetta

sono il tuo credo

quotidiano.

Distruggi le case del nemico,

uccidi i loro figli

per timore che assomiglino ai padri.

Affami chi cibo non ha

e arricchisci chi bisogno non ha,

disprezzi i deboli e i diversi.

Spero tu possa perdere il sonno per sempre

e vagare tra le stelle

in cerca di una pace che non troverai.

Uomo!