Piccole stelle

Sta per scoppiare il temporale.

Io infreddolito a scrivere su una panchina

(ormai le conosco tutte quelle della mia città).

Ascolto i piccoli rumori del parco,

qualche raro passante,

lo scalpiccio sulla ghiaia

(e si aprono gli ombrelli).

Gli alberi perdono i fiori

(sotto un vento che sale impetuoso),

uccelli e insetti alla ricerca del pasto serale.

Qualche vocio lontano,

qualche tubo di scappamento,

le prime gocce bagnano i fogli,

il loro rumore sul marciapiede rompe il silenzio.

Le prime luci si accendono,

a rischiarare il buio incombente,

piccoli bagliori.

Piccole stelle evanescenti che il mattino spegnerà.

Una vecchia panchina

Una vecchia panchina

nel tuo volto di bambina,

il sole che scalda il tuo viso

e negli occhi riluce un sorriso.

Nell’aria profumo di fiori

e nei capelli il colore degli ori,

di giallo brillante vestita

e addosso una felicità cucita.

Per le strade profumo di pane

nelle osterie la vita che rimane,

visi allegri di gioventù

urla e grida si perdono lassù.

Rintocchi di campane a festa

è la Pasqua nella mia testa,

il tuo profumo soave mi ridesta

e dentro me scoppia la tempesta.

Marco Fantuzzi