Cosa vuol dire essere futurista

Che cosa vuol dire essere futurista, forse immaginare qualcosa che non c’è, perché il presente non ci soddisfa? O semplicemente trasporre le nostre inquietudini e fragilità in un pensiero edificante di una società che superi i fallimenti di quella odierna?

O meglio ancora azzerare il passato e il presente in vista di una nuova aurora (mi sembra un pensiero un po’ fascista, non me ne vogliano i simpatizzanti). Ormai destra e sinistra sono dissimulazioni di un pensiero unico, perché l’uomo ha perso la sua originalità o diversità che dir si voglia.

Ma sperare si può, cominciando a vivere il presente, costruendo qualcosa, liberandoci dagli orpelli che ci legano gli uni agli altri, trasmutando la passione in follia e liberando il pensiero.

Il futuro è già qui, adesso, in un presente senza remore in cui l’arte è osare, è volare in alto, via da questa gente normale e aliena, che si rifugia tra soldi e potere, che ha rinchiuso l’anima in una gabbia, e il cuore non può più godere!

 

Marco Fantuzzi

L’amore può …

 

Quanto può essere profondo l’amore, può sconfinare nel desiderio più assoluto di appartenenza a qualcuno, a qualcosa di tangibile e impalpabile.

Può l’amore privarti di tutto, anche di te stesso, spogliandoti nelle tue nudità più recondite, senza per questo provare vergogna.

Può tormentarti e ossessionare la tua vita e privartene pur di soddisfare l’amore stesso.

È l’istinto o la mente che ci guida nella nostra follia quotidiana?

 

Marco Fantuzzi

L’elogio alla follia

 

“L’elogio alla follia” di Erasmo da Rotterdam, ne avevo sentito parlare così spesso e in maniera così positiva che mi son deciso a procurarmelo, presso la biblioteca della mia città, perché sono parsimonioso nell’acquisto dei libri.

Non sono riuscito a terminarlo e pensare che c’era chi ne parlava come un libro di una certa importanza, superiore al Simposio di Platone, di cui peraltro non capisco il paragone avendolo letto, ma non voglio recensirlo ora perché son passati anni da quella lettura.

Ho trovato “L’elogio” un po’ troppo leggero per i miei gusti, scritto in uno stile scherzoso che a me non soddisfa e poi quella suddivisione numerata in tanti passi, mi sembra proprio una cosa d’altri tempi, e secoli ne son passati, di attuale è rimasta solo la follia che temo accompagnerà per sempre l’uomo.

Forse anche l’argomento è poco interessante per me: io che mi ritengo già folle a sufficienza forse non ho trovato l’attenzione che il nostro autore magari si merita, perché è sicuramente vero che la follia è un sentimento, o un comportamento, che più di altri attraversa la nostra vita, e ci accompagna insieme all’istinto, che è spesso follia pure lui, e tralascio l’amore che è forse il sentimento più folle di tutti quando ci travolge la passione.

Nei due mesi che è rimasto in casa, non mi è mai venuta la voglia di terminarlo, l’ho sfogliato a tratti, insomma non mi ha preso per niente e non mi è capitato spesso di non essere curioso di vedere come va a finire o dove l’autore vuole andare a parare.

Modesta opinione di un umile lettore di parole altrui.

Marco Fantuzzi

27-07-2015

Come amare

 

Come amare

questo mondo,

che ti uccide

ogni giorno di più?

Un suicidio collettivo,

uno stillicidio

di buoni propositi,

come letterine di Natale.

Bontà nelle vene

e non nelle parole,

che riempiono

di niente l’aria.

Serve ossigeno a

purificare i miei pensieri

flebili,

come steli al vento.

Che in un’arida estate

ardono nelle scintille

di un inferno

che accoglierà la mia follia.

 

Marco Fantuzzi

Triste poesia

Triste poeta

triste poesia,

in strettissime reti

impigliai il mio cuore.

Funambolico ardore

bruciato al tramonto,

umido languidore

tra le roventi labbra.

Morder la vita

con denti da giaguaro,

succhiar l’umore

con lingua esacerbata.

Nel pallido tremore

di una notte avanzata,

uccidi il mio amore

la mia delirante follia.

Marco Fantuzzi

Una folle corsa

Una folle corsa nella nebbia, due occhi spalancati a fissare il muro davanti a me, sorpasso un lungo camion, ma ecco due luci di fronte che mi cercano.

Accidenti a me, freno a metà sorpasso per tornare indietro, dietro non c’è nessuno, ma il tempo per guardare non l’ho avuto, che culo. Caspita!

La vita è proprio un attimo, un secondo di più e di me solo briciole sarebbero rimaste, poi penso alla macchina che avevo di fronte, magari il guidatore se ne tornava a casa stanco dopo una notte di lavoro, e mi sta maledicendo come un pazzo, anche di lui sarebbe rimasto poco dopo un frontale.

Per fortuna ero sobrio altrimenti magari avrei accelerato per finire il sorpasso, e ora non sarei più qui a svegliarmi il mattino dopo.

Ma quando salgo in macchina c’è solo la fretta di arrivare, beata gioventù, giovanile incoscienza, sempre l’acceleratore a fondo, sempre di corsa a bruciare il tempo, che non basta mai.

Sempre con il timore di non riuscire a cogliere l’attimo che fugge via.

Marco Fantuzzi

Cuore funesto

Un cuore funesto

agita l’animo

di certe persone

sempre pronte alla pugna.

C’è follia nei loro occhi

c’è arroganza nei loro gesti,

le loro parole

uccidono la libertà.

Bruciano il quieto vivere

a persone desolate

che null’altro hanno

che la loro vita.

Non ci sarà resurrezione

per questi cuori

non ci sarà vita

dopo la morte.

È finito

l’inchiostro di scrittura

solo un buio profondo

li sommergerà nell’oblio.

Marco Fantuzzi