Le banche

Mi domando spesso qual è l’utilità delle banche in un sistema strutturato come il nostro: nessuno. Come la finanza in generale.

E qualche deficiente tra quelli che ci governa vorrebbe far sparire il denaro contante in modo che per qualsiasi transizione sia necessario appoggiarsi ad una banca. Quello è l’unico guadagno certo per le banche, le transazioni bancarie di ogni tipo. Il denaro deve circolare liberamente, le banche dovrebbero essere al massimo nazionalizzate, i privati hanno già fatto abbastanza danni. I ricchi andrebbero aboliti per legge, perché tanto le tasse non le pagano, salvo le eccezioni, le persone più povere le sfruttano, non si vede a cosa servano. E non creano posti di lavoro con le loro aziende, creano solo ricchezza per le proprie tasche. I ricchi sono le persone più inutili di questo mondo, quando commettono un reato dovrebbero essere messi alla gogna ed esposti al pubblico ludibrio perché se è vero che nessuno dovrebbe commettere reati è anche vero che i ricchi non ne hanno nessuna necessità. E non voglio difendere i poveretti che ammazzano o rubano per sopravvivere, ma i ricchi hanno tutto quello che gli serve e anche molto di più. Perché devono continuare a rubare, sfruttando leggi fatte da loro, corrompere per arricchirsi, senza quasi mai pagare per questi reati. Serve una rivoluzione culturale che metta il lavoro e la dignità umana come valore centrale, fondante di una nuova civiltà.

Proviamo a riflettere: cosa succederebbe se le banche, come auspico, cominciassero a fallire. L’unico inconveniente sarebbe che la gente che vi lavora dovrebbe cercare un’altra attività per sopravvivere. Invece tutti gli addetti ai lavori ci vogliono far credere che il mondo crollerebbe. Di sicuro cambierebbe, ma io credo in meglio. Rendiamoci conto che l’unica attività in cui primeggiano è rubare ai poveri, la maggior parte dei correntisti, per dare ai ricchi, che di quelle banche sono azionisti.

Un Robin Hood alla rovescia. Le banche sono molto usate per effettuare pagamenti come le nostre utenze di casa, e per questo potrebbero chiudere anche subito. I bancari potrebbero andare a fare gli esattori per conto di gas, luce, acqua, telefono, tasse. In un attimo abbiamo così creato posti di lavoro, poveri esattori sotto il sole in estate, la neve d’inverno, la pioggia e la nebbia nelle altre stagioni, loro abituati a lavorare a 20° tutto l’anno, seduti sulle loro comode poltroncine, nei loro abiti eleganti, puliti e profumati, che tristezza! Le banche erano nate per poter prestare soldi a chi non li aveva, salvo restituirli a interessi da usura. Quanti soldi risparmiati da parte dei consumatori che spenderebbero solo quando hanno realmente il denaro occorrente. Servirebbero solo più poliziotti per proteggere il denaro in casa, e voilà altri posti di lavoro creati, tanto con le tasse pagate questo si potrebbe fare. E le aziende non dovrebbero fallire per colpa delle banche, perché queste non ci sono più, ma solo per colpa di imprenditori incapaci e inefficienti, e ce ne sono tanti. Ma tutte le persone oneste e di buona volontà saprebbero sostituirli senza vedere il loro posto di lavoro a rischio come succede adesso. E quando accade che l’azienda metta in cassa integrazione perché queste persone non vengono impiegati per casi di pubblica utilità: sono tantissimi. E così i comuni potrebbero risparmiare per migliorare i servizi, lo stesso dicasi per i disoccupati. Perché pagare delle persone che stanno a casa a far niente. Senza banche pian pano scomparirebbero tutte quelle istituzioni che sono lì a garantire gli interessi dei potenti. Eliminiamo anche le banche d’affari e questi bravi economisti mettiamoli ad insegnare nelle nostre università ad un decimo del loro stipendio. I giovani hanno bisogno di bravi maestri se la civiltà deve progredire, adesso non sta progredendo, con milioni di persone che muoiono a causa di guerre, carestie, malattie, indigenza. Non credo che sia solo colpa delle banche, ma ci sono sempre loro dietro ai grandi fallimenti della storia, e si arricchiscono spaventosamente anche in caso di guerra. E a volte falliscono anche loro ma è una pagliuzza in un pagliaio. Io credo che l’economia reale andrebbe molto meglio senza le banche, sono solo aziende a scopo di lucro come tutte le altre. E in una economia sana le aziende devono fallire quando non sono in grado di reggersi da sole, perché sovvenzionarle con soldi pubblici, solo per accontentare il politico di turno che con quelle aziende faceva affari. Meglio ridistribuire a persone che hanno voglia di avviare piccole attività, le sovvenzioni devono servire solo a questo. Quanti miliardi si sarebbero risparmiati e quanti ricchi si sarebbero ridimensionati. Serve più uguaglianza fra le persone, arricchirsi solo con le proprie forze è sicuramente etico, in caso contrario alimentiamo solo la disonestà. L’onestà deve essere un valore fondante, non la furbizia, o l’arroganza, la presunzione, la volgarità e chi più ne ha più ne metta.

Bisogna partire dal presupposto che il denaro non è più un banale mezzo di scambio, il denaro è un dio idolatrato in cui avere fede, e dove poterlo adorare se non nel tempio che è la banca. Come spiegare se no l’accettare il denaro come ragione di vita, come unico metro nella valutazione di cose e persone. Controllando il denaro si prova a controllare quasi tutto, questo è il motivo per cui esistono le banche.

Marco Fantuzzi

Il fiero coraggio

Il fiero coraggio della vita non posso dire mi abbia abbandonato, in verità non l’ho mai avuto.

Sono innamorato di un’ideale di vita, non della vita stessa, non del dolore che soffoca la vita stessa, non dell’amore che soffoca il desiderio.

Altro non c’è. Dolore e amore, e in fondo un infinito stupore.

Un bellissimo Ego

Aveva accavallato le gambe di seta nera, più per abitudine che per altro, il suo sguardo non era ammiccante, non ne aveva bisogno. Il suo completo nero, un tailleur di taglio squisito, stringeva forme importanti, questo bastava a richiamare l’attenzione.

L’avevo osservata più volte, e l’avevo vista camminare nella sua alterigia, dubito che coltivasse rapporti umani, se non per necessità fisiologiche, o magari neppure per quelle, difficile da inquadrare.

Il suo sguardo era sempre sfuggente, forse non le interessava l’amore, bastava il suo ego a soddisfarla.

Magari nella sua piccola casa, con graziose tendine color lillà, concedeva al tempo di appropriarsi di se stessa, lontano da sguardi curiosi, davanti a uno specchio si deliziava dell’immagine nuda che nessuno avrebbe mai visto…

Un incipit abbandonato a se stesso

La Speranza

Nelle nostre povere mani,

callose per il duro lavoro,

tagliate, di sangue rappreso

per le reti scavalcate,

nell’assurdo pensiero

che al di là del muro

c’è ancora un cielo azzurro

per tutti noi,

nelle mani la nostra speranza.

Ma cos’è questo mondo

Ma cos’è questo mondo che ci lascia sempre più indifferenti, se scavi a fondo nell’animo tuo e altrui ti passa la voglia di lottare (e ti dicono che sei pessimista), se gioisci, se vedi sempre il lato positivo delle cose (se poi c’è, ma per questi c’è sempre) ti dicono che sei ottimista.

Ma il mondo chi l’ha fatto, gli ottimisti o i pessimisti, o l’hanno fatto insieme? Difficile crederlo, o forse sì visto il risultato.

L’ha davvero creato un dio (imperfetto), è stata una perfetta casualità, o una causalità di eventi susseguenti?

Io la risposta ce l’ho, è la mia e non ve la dirò, ognuno deve cercarla dentro di sé (ma chi mi segue da un po’ può essersi fatto un’idea di come la penso, anche se credo che informarsi sia un diritto ma ragionare con la propria testa sia un dovere).

Perché non esistono fatti e parole buone per ogni stagione, anche se mi piacerebbe crederlo, anche se vorrei che la follia degli uomini ci riportasse tutti bambini, con quell’innocenza che sola può salvarci.

Marco Fantuzzi

Dove corri amico mio

Dove corri amico mio? Dove hai corso dovrei dire.

La tua vita è stata una lunga infaticabile corsa

e questo ti ha fatto sentire vivo.

Hai amato molto e sofferto molto,

chi ama meno soffre meno (così dicono).

E io che ho amato meno, perché ora soffro di più?

Tu eri lì a darmi le risposte che non trovavo,

mentre io ti sono stato di ben poco aiuto,

forse con me trovavi quello che non avevi mai cercato,

la serenità, ma io non ne avevo per due,

a me bastava a malapena,

non riuscivo a darla nemmeno alla mia famiglia.

Tu ne avevi due di famiglie,

ma quella d’elezione ti aveva ben deluso negli ultimi anni.

E questo ti ha schiantato, e l’attimo fuggente ti ha portato con sé.

Marco Fantuzzi

Anna Paglia – L’altro lato del sogno

Si è aperta da pochi giorni, presso le Scuderie di Palazzo Ducale, site in Via Roma, 12 a Castelnovo ne’ Monti, l’esposizione di pittura “L’altro lato del sogno”, di Anna Paglia.

Se siete cultori della bellezza non dovete lasciarvela scappare, e poi un giro nel nostro Appennino vale sempre la pena di essere fatto.

Anna, con cui ho avuto modo di chiacchierare il giorno dell’apertura, peraltro rimandata da mesi a causa della recente pandemia, è un’artista locale che ha avuto grande successo in Italia e in Europa, come potrete leggere visitando il suo sito www.annapaglia.it.

Desidero porre qui l’accento sulla bellezza delle sue opere, ricche di colore ed intensità, frutto della passione per questa arte: si tratta di tele di varie dimensioni che hanno per oggetto figure astratte e paesaggi tratti dalla sua fervida immaginazione.

Dipinge con tecnica mista, soprattutto acrilici, con pennellate di grande accuratezza; io non sono un esperto del settore, ma un artista della parola ed ho potuto guardare le sue rêveries da un diverso punto di vista che non sia quello di un addetto ai lavori o un cultore del mondo dipinto: ne ho tratto diversi spunti che approfondirò nel mio lavoro.

Anna è una donna molto attenta all’ascolto, alla parlata e alla sperimentazione, spero abbiate l’occasione di conoscerla ed apprezzarla.

La mostra è aperta fino al 19 luglio, dal venerdì alla domenica, dalle ore 16 alle ore 19, mi auguro che passiate di qua per rimanere affascinati così come lo sono stato io.

Pittura surrazionale, movimento surrazionalista sono termini che non conoscevo, ora non più.

Grazie Anna!

Vi lascio con una sua poesia, presa dal catalogo della mostra, dal titolo Risvegli:

Al lumeggiar dell’alba

bussano pensieri intorpiditi

violentano i miei giorni

come tele di Fontana.

Nel tentativo inutile

di mitigarne le lacerazioni

li cospargo di colori

compongo così

il quadro della mia vita.

Per ulteriori informazioni potete contattare la biblioteca Raffaele Crovi

biblioteca@comune.castelnovo-nemonti.re.it

Buona visione

Marco Fantuzzi

Un tralcio penzolante

Un tralcio penzolante mi ricorda la mia vita

(e quella di tutti)

appesa ad un filo lungo e sottile in balia dei venti

(e dei nostri pensieri).

L’amore e la morte ne tengono i capi,

loro decidono i nostri destini.

Il piacere e il dolore

attraversano quel debole spago,

lo fanno vibrare

spezzando l’incantesimo.