Incendio

Ho incendiato la mia vita

con fiammiferi d’argilla,

rimangon cauti bastioni

sulle nostre rovine.

Fumiganti legni

come resinosi abeti

sotto un cielo d’Africa.

Ora puoi discorrere

amico mio,

della mia vita

tutto è un lascito.

Pensieri non bruciati,

ma evaporati

come rugiada

del mattino.

Evanescente sole

che la notte soffocherà.

Marco Fantuzzi

Senza radici

Io non voglio combattere

contro la mia stessa stirpe,

quale disegno divino

è mai questo!

Perir dobbiamo per sopravvivere!

Siam forse foglie

che rinascer son pronte a primavera?

Che arcano mistero è (ormai) la vita!

Tu uomo che sai di me,

che sai dei miei pensieri,

esili

come foglie staccate dal ramo.

Liberi come nuvole allo sbando,

che il vento sospinge qua e là.

Così son io,

senza possenti radici a trattenermi.

Marco Fantuzzi

Goccia a goccia

Sgocciola il tempo

su questo mondo infranto,

sulle nostre aspettative.

Ogni goccia riempie

il mare delle nostre illusioni,

spegne il fuoco

degli inganni passati.

Goccia a goccia

inesorabile tempo che fu,

cristalli d’acqua

nel gelo dei pensieri.

Volute di nebbia e fumo

ad irretire gli sguardi,

sciagurato sole!

Restituisci

bellezza e ottimismo

ad un mondo corrotto,

vivo ma evanescente.

Negli uomini di fede

nelle rivoluzioni in corso

negli amori e nei dolori

nei sorrisi

di lucentezza sparsi.

Marco Fantuzzi

17 aprile 1985

Dove sei, non ti ho dimenticato,

di fianco a mamma ora riposi,

vorrei crederti non più adirato

con me, io e lei fummo sposi.

Dolorosi i giorni dell’addio,

la mia mente distolta dai preparativi

sciagurato non mi accorsi, oddio,

che stavi morendo tra mille tentativi.

Di prolungare la tua infelice vita,

la tua lunga fatica fuori casa

iniziata ragazzino, quasi una gita,

ma presto ti accorgesti di una vita inevasa.

Tempo di semina

Ho seminato amore

dove arida era la terra,

ho dissodato e arato

e con la pazienza,

che un tempo coltivavo,

sono spuntati teneri germogli

che il tempo innalzerà.

Ho seminato gioie nella mia vita,

adesso volano libere

in cerca del giusto zeffiro,

che le conduca là

dove il cuore le ha destinate.

Ho seminato anche nel vento

parole intraducibili

per i popoli di questa terra,

maledetta dall’odio

che da sempre coviamo,

per il vicino

per il diverso

per chi non ci approva.

Ho raccolto molto

pur non credendoci,

in ogni gesto

in ogni sorriso

in ogni carezza

c’era il mio io.

E io me ne compiaccio,

a volte,

insoddisfatta persona

dall’inquieto vivere

che son io.

Triste melodia

per questa vita solo mia.

Marco Fantuzzi

22/03/2014

Musa

Dov’è la Musa

che tanto mi ispirò,

della mia vita delusa

Ovidio, che mai farò?

Cosa canti poeta?

I tuoi languidi versi

di una vita desueta

da un freddo vento son dispersi.

Cento, mille anni

di mondo attraversato,

ma pieno d’affanni

niente è mutato.

Dubbi e certezze

le stesse di allora,

misere dolcezze

la vita ci accalora.

Ragione e religione

si combattono ancora,

siamo in piena afflizione

mentre la vita svapora.

Marco Fantuzzi