Andare per mare

Andare per mare è andare incontro alla solitudine più estrema.

Quando mi sento solo, molto solo, e capita spesso, mi imbarco con i miei sogni e solco il mare, sperando di tornare più forte di prima.

Ci sono io e l’immensa solitudine del mare, pronto a combattere contro le sue onde, altre volte a lasciarsi cullare.

A volte capita di ritornare, ma solo col desiderio di ripartire.

 

Marco Fantuzzi

Ho raccolto conchiglie

Ho raccolto conchiglie

sotto il tiepido mare,

cercavo la tua voce

nelle sue contorte labbra.

Solo un mare di orizzonte

dentro un filo di nuvole,

ero nel tuo labirinto

nei ricordi di allora.

Fulminei tempi quelli dell’amore

quando il cielo bastava,

e il tempo si fermava

sui nostri scintillanti corpi.

Ho raccolto le tue labbra

dalle onde del mare

e le porto con me,

nell’attesa del tempo.

MarFan

Il vento del deserto

Il vento del deserto soffia su questo mare al tramonto,
Domenico non l’ha mai visto il mare,
non si è mai tuffato tra limpidi cristalli spumeggianti.
Lui ama il sole e gli ulivi e i capelli neri della sua donna,
coltiva una terra arida che sparge sudori sulla pelle riarsa dal sole.
Ma oggi è un giorno di festa, la famiglia crescerà
e lui vivrà nel futuro, per sempre,
guardando il presente negli occhi del passato.

Marco Fantuzzi

Naufragio

 

Pescatori di lanterne

in un orrido mare,

tempeste di spuma

nell’albeggiante, vivida luce.

Non c’è scampo di salvezza

in una tempesta perfetta,

il vento sale all’orizzonte

e ci sbatte in un naufrago scoglio.

E in un istante ti rivedo,

sola, da quando ti lasciai,

per navigare lo sperduto mare

in cui non è dolce naufragare.

 

Marco Fantuzzi

15-02-2015

Caronte

Traghettar non puoi

le anime nell’Ade,

chi sei tu per questo

ingrato compito?

Di canuta vecchiezza

i tuoi anni raccolti,

il tuo nodoso bastone

a spintonar anime peregrine.

La tua fragile barca

(di legno secco)

carica di sussulti,

si arrovescia nel

mediterraneo mare.

Son Uomini,

anime alla deriva.

Marco Fantuzzi

Un cuore spento

Lentamente batte il cuore,

mentre agito i pensieri

sulla riva del mare.

Dove tu gonfiasti le vele

del tuo lungo navigare

tra isole e scogli solitari.

Novello Ulisse,

niente si spaventava,

forse la morte,

non so.

Arrivò

e tu non ne avesti coscienza

già naufragato,

eri nell’oblio.

Marco Fantuzzi

Navigatori e naviganti

La nostra vita
cerca un approdo
in questo scintillante mare,
ma non ci sono spiagge
dove puoi sostare,
sperduto navigante.
L’orizzonte basso
è carico di stelle,
oppure no,
popolo di navigatori,
alla perenne ricerca
del giusto mare.
Solitari naviganti,
su misere zattere
ci dibattiamo,
novelli Ulisse
che smarrita hanno
la via di casa.
Ma non c’è una tessitrice
ad aspettarci,
la casa è vuota
senza un focolare.
Troppo tempo
abbiam bruciato,
altro non c’è.

Marco Fantuzzi

Marinaio

Quale nave nera solca i mari

scintillanti di onde e schiuma,

quali vele ondeggiano

sospingendo i marinai

tra perigli immaginabili.

Cosa li attende

al di là dell’orizzonte

su strette scie d’acqua.

Menti sconvolte

da uragani di pensiero

(di cui si è persa la nitidezza)

visi induriti

dal vento e dal sale,

cotti dal sole.

Il tuo sguardo lontano

scruta l’immensità delle acque

alla ricerca di un lembo terreno

dove posare le proprie membra.

Combatti tutta la vita

contro venti terribili,

onde di dieci metri,

freddo,

ma poi arrivi sull’isola misteriosa

in cui trovi la pace.

Folle

Uomo,

non hai colpe

del tuo stato

di folle lucidità.

Nell’utero sguazzavi felice,

tagliato il cordone

hai pensato di farcela da solo,

povero illuso!

Tutto devi ad una donna

e di tutto hai bisogno,

la sua presenza

ti è indispensabile.

Senza ti dibatterai

in un mare periglioso,

in breve tempo affogherai.

Cerca il suo viso,

brama i suoi occhi,

valgono più

di mille pensieri.