Atlantide

Atlantide, la città perfetta, la società perfetta.

Ancora la cerchiamo, ancora speriamo, anziché demolirne il mito e costruire noi la nostra Atlantide.

Ma la nostra vita è solo una lunga odissea, che però non ci porterà da nessuna parte, perché una meta non ce l’abbiamo.

Consumiamo il tempo correndo, nella speranza che questo ci farà dimenticare il traguardo finale.

 

Marco Fantuzzi

Mesci il cratere e versa vino

Mesci il cratere e versa vino …” zuccherino, del sapore del miele,

sì che le membra si stordiscano nel sole cadente

e ti concedano ore liete da Morfeo vegliate.

E l’alba avrà la luce dei tuoi occhi, splendenti di virtù,

e bacerò la curva delle labbra,

sì che la giornata si annunci nel migliore dei modi.

E andrò incontro al mio destino, celato agli sguardi,

con il vigore che ogni sfida attende.

E lì, sulla soglia, ti rivedrò, nel lucore del tramonto.

Marco Fantuzzi

Ulisse

Quale mare ancora a te mi condurrà

Lucido spirito bagnato dagli anni

Soffiato via da Eolo impetuoso.

Quanti mari, quanti naufragi

Dovrà sopportare ancora il cuore mio

Prima che si dischiuda agli occhi

Itaca lucente.

 

Marco Fantuzzi

Il senso dell’attesa

Il senso dell’attesa, il dilungarsi della scrittura per supportare il finale, che di per sé non è che un punto esclamativo, attraggono il lettore e l’attesa diventa spasmodica, si bruciano le pagine per sapere la fine, ma è il viaggio, non il punto d’arrivo, che fa grande un racconto, un romanzo e anche una poesia.

Il finale disvela solo qualcosa che hai già pregustato, un’odissea di pensieri.

 

Marco Fantuzzi

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