Fantasmi

I fantasmi

non son carne viva,

ma più di lor

hanno una vita attiva.

Dormir non li abbisogna,

notte e dì un gran daffare,

ma tu li vedi solo all’imbrunire

quando ti fermi a rallentare.

Spiano ognor le tue mosse

t’intralciano a piacer

son tutte scosse,

Sono ombre di altrui vita

che altro non sanno

che vagar pel mondo

in cerca di una pace che non hanno.

 

Marco Fantuzzi

17-06-2015

Un cuore spento

Lentamente batte il cuore,

mentre agito i pensieri

sulla riva del mare.

Dove tu gonfiasti le vele

del tuo lungo navigare

tra isole e scogli solitari.

Novello Ulisse,

niente si spaventava,

forse la morte,

non so.

Arrivò

e tu non ne avesti coscienza

già naufragato,

eri nell’oblio.

Marco Fantuzzi

Piccole stelle

Sta per scoppiare il temporale.

Io infreddolito a scrivere su una panchina

(ormai le conosco tutte quelle della mia città).

Ascolto i piccoli rumori del parco,

qualche raro passante,

lo scalpiccio sulla ghiaia

(e si aprono gli ombrelli).

Gli alberi perdono i fiori

(sotto un vento che sale impetuoso),

uccelli e insetti alla ricerca del pasto serale.

Qualche vocio lontano,

qualche tubo di scappamento,

le prime gocce bagnano i fogli,

il loro rumore sul marciapiede rompe il silenzio.

Le prime luci si accendono,

a rischiarare il buio incombente,

piccoli bagliori.

Piccole stelle evanescenti che il mattino spegnerà.

Marinaio

Quale nave nera solca i mari

scintillanti di onde e schiuma,

quali vele ondeggiano

sospingendo i marinai

tra perigli immaginabili.

Cosa li attende

al di là dell’orizzonte

su strette scie d’acqua.

Menti sconvolte

da uragani di pensiero

(di cui si è persa la nitidezza)

visi induriti

dal vento e dal sale,

cotti dal sole.

Il tuo sguardo lontano

scruta l’immensità delle acque

alla ricerca di un lembo terreno

dove posare le proprie membra.

Combatti tutta la vita

contro venti terribili,

onde di dieci metri,

freddo,

ma poi arrivi sull’isola misteriosa

in cui trovi la pace.

Uomo

Uomo,

sono sconvolto

del tuo distruggere.

Gelosia e vendetta

sono il tuo credo

quotidiano.

Distruggi le case del nemico,

uccidi i loro figli

per timore che assomiglino ai padri.

Affami chi cibo non ha

e arricchisci chi bisogno non ha,

disprezzi i deboli e i diversi.

Spero tu possa perdere il sonno per sempre

e vagare tra le stelle

in cerca di una pace che non troverai.

Uomo!

La pace

La pace non è mai stata una priorità dell’uomo.

Da quando è apparso sulla terra, pochi milioni di anni fa, ha avuto la necessità, per farsi strada in un mondo allora inospitale, di uccidere chi minacciava la sua sopravvivenza.

Inizialmente erano animali più grandi e più scaltri, che erano lì da tantissimo tempo.

Ma l’evoluzione lo dotò di un cervello superiore agli altri esseri viventi, e presto cominciò la sua opera di distruzione che prosegue ai giorni nostri.

Allora, però, lo faceva per puro spirito di sopravvivenza, oggi, invece, lo fa per puro piacere di possesso.

E quello che non può avere lo distrugge, persone o cose non fa differenza.

Sarebbe ora di pensare alla pace come una delle principali priorità dell’uomo.

A questo mondo serve stabilità per costruire prosperità e invece pochi oligarchi ci hanno insegnato che la guerra è necessaria, per imporre la democrazia e la libertà in paesi che ne sono privi, in realtà solo per poter arricchire i soliti noti.

Occorre cominciare a disarmare tutti i paesi, USA, RUSSIA e CINA per primi e a seguire tutti gli altri, chiudere le fabbriche di armi, costruire un nuovo ordine mondiale, abolendo l’ONU che serve solo a difendere i potenti, in cui tutti gli stati abbiano pari dignità se rispettano regole stabilite e condivise da tutti.

Non servono guerre per imporre scelte a stati che non le rispettano, basta smettere di commerciare con loro, basta smettere di far arricchire persone potenti, ciniche, spregiudicate e arroganti.

A noi persone della cosiddetta società civile non servono tutte le cose di cui ci circondiamo.

A noi servono pace, lavoro, giustizia.

Senza non può esserci nient’altro, non di sicuro la libertà tanto decantata, nemmeno la fraternità così utile per sopravvivere, tanto meno l’uguaglianza che è il sale della vita.

Noi siamo diversi uno dall’altro ma uguali nella nostra speranza di vita.