Non c’è poesia

Non c’è poesia se ti aspetti il dolce alla fine del pranzo, è l’imprevedibilità che dà sapore al tutto, e il poeta, quando comincia a scrivere, non sa mai dove andrà a parare, perché l’ispirazione, quando arriva, lo conduce dove lei vuole, e lui non dovrà fare altro che assecondarla.

Marco Fantuzzi

…Speranza

Non una speranza di pace

alberga nel cuore degli uomini,

nessuna ricerca di verità

può soddisfarlo.

Lui è nel giusto,

il sorriso del vincitore,

questa è l’unica certezza

altre non ve ne sono.

Nemmeno che il sole sorgerà domani,

lui che ci accompagna da sempre,

che da sempre veglia sui nostri destini

lui che ci ha donato la scintilla della vita.

Anche lui un giorno si spegnerà,

ma noi non dovremo temere,

avremo abbandonato questo paradiso

da miliardi di anni.

Altri paradisi non ci attenderanno.

 

Marco Fantuzzi

Nel periglioso mare

Nel periglioso mare son venti

a sollevare ondose vite alla deriva,

e si straccia il cuore

in brandelli da raccogliere.

Ma non basteranno

le tue mani e il tuo tempo

per ricomporlo tutto.

Un urlo straziato l’ha lacerato,

lì era la sede dell’amore,

ma di amore

mai più potrà riempirsi.

 

Marco Fantuzzi

Parole semplici

Parole semplici per esprimere concetti complessi, questo è l’intento di ogni bravo scrittore, e dovrebbe esserlo per ognuno di noi, non serve talento per cercare le parole più adatte (solo abitudine e consuetudine e una maggiore consapevolezza).

Troppo spesso usiamo le prime parole che ci vengono in mente, certi che l’interlocutore ci capirà, e questo è uno dei motivi per cui manca il dialogo: troppa diversa la proprietà di linguaggio, troppo spesso non siamo in grado di accettare la nostra ignoranza.

Provate a leggere i poeti nella lingua madre (tradurli non è quasi mai la scelta giusta, perché ogni traduttore aggiungerà inevitabilmente qualcosa di suo) e vi accorgerete di quello che dico.

L’unico problema è che, data la visionarietà che spesso li coglie, useranno, a volte, parole un po’ desuete per circondare con un alone di spiritualità le proprie immagini, ma tutto ciò ci servirà per arricchire il nostro vocabolario personale.

Marco Fantuzzi

È notte fonda

È notte fonda, fuori il vento e la pioggia fanno a gara a chiacchierare a voce alta, molto alta, forse questo mi ha svegliato, e sono sudato come dopo una corsa a perdifiato, mentre in realtà sono immobile nel mio letto, fermo e trafelato.

Il cuore batte come un martello pneumatico che spinge sulla pietra più dura, un incubo, il solito, io che volo fuori con l’auto, ad una curva lei tira diritto, e io mi trovo dolcemente sospeso in aria: devo avere visto troppe volte il finale di Thelma & Louise.

Mi capita spesso di svegliarmi di soprassalto, solo nel letto perché la moglie si è addormentata sul divano, davanti ad uno schermo che parla da solo.

Dev’essere qualcosa che mi trascino dall’infanzia, quando mamma mancava spesso di notte per accudire i suoi malati e papà era via per giorni interi, soprattutto in estate quando lavorava nei campi su grossi aratri meccanici.

Ho cominciato lì ad accumulare solitudine, pur in compagnia di nonna Teresa, dei suoi orti, dei suoi animali, degli amici del cortile, nelle vecchie case popolari che da anni sono sparite e con loro le persone che vi abitavano.

Il risveglio mi quieta un po’, e affiorano ricordi, giorno e notte è un fluire di emozioni più o meno profonde, e come scrittore ho imparato a farle risalire, lentamente ma incessantemente.

Anche ora, solo nel mio letto, con la lampada spenta, mi accovaccio sotto le coperte, in posizione fetale, e comincio a rimuginare parole, a volte senza senso, più spesso sugli amori passati.

Amori effimeri, in momenti della vita in cui la moglie non era presente nel mio cuore, momenti in cui vivevo una nuova primavera, momenti di esaltazione brevi ed intensi in cui stringevo seni gonfi di straordinario desiderio.

 

Marco Fantuzzi

Non sappiamo dove nasce

Non sappiamo dove nasce il nostro desiderio di vivere, di riprodurre la vita anche quando a noi non ha risparmiato nulla.

Forse è il desiderio di esserci comunque o forse la sensazione di appartenere ad una comunità, di non sentirsi diversi dagli altri, mentre è vero il contrario, solo la diversità è fonte di arricchimento.

Avere comportamenti omologhi non fa che appiattire la nostra società, solo dal confronto tra originalità può innalzarsi il livello della nostra civiltà.

Marco Fantuzzi

Dovremmo imparare dalla natura

Dovremmo imparare dalla natura,

un perfetto equilibrio di milioni di diversità,

frutto di miliardi di anni di sopravvivenza,

mentre noi specie unica ormai in disuso

non riusciamo nemmeno a sopravvivere a noi stessi.

Tu, che non rispetti il povero, l’esule,

l’emarginato, il miserabile, il vecchio,

tu, che non cogli quel poco di buono

che ancora c’è nell’unico mondo disponibile.

A te affascina solo la ricchezza esteriore,

tutto ciò che ha un prezzo,

non vedi che solo il baratro di cultura

con chi ha una pelle diversa dalla tua,

può dare un senso alla vita.

Nel tempo, nel vento, nel sole, nella pioggia

Ci sono gli elementi che dovrebbero stupirti,

cui dovresti carpire il segno dell’immortalità,

perché di questo vivrai se cambierai il tuo credo.

 

Marco Fantuzzi

C’è questo mare di lucciole

C’è questo mare di lucciole da non attraversare, sono piccole stelle che brillano di contentezza in queste umide serate estive, illuminano la strada ai grilli canterini che sparpagliano la voce tra alti fili d’erba.

I ragazzi se ne stanno lì ad ascoltarli, mentre il loro cuore batte forte, non hanno nemmeno vent’anni ma hanno capito la vita meglio di noi adulti, non vogliono crescere, perché dar loro torto?

Queste lunghe notti deliziose sono tutto ciò che desiderano, rincorrersi a perdifiato, i primi amori, i primi litigi, e ascoltano la notte piena di suoni e silenzi.

Ascoltano se stessi, li aiuterà a crescere senza pregiudizi, osservano la notte che schiarisce, è ora di tornare, al dolce fato, al di là del mare.

Marco Fantuzzi

Sei nella mia nuvola di confusione

Sei nella mia nuvola di confusione,

impalpabile consistenza delle mie ore liete,

mi accompagni con grazia nelle mie scelte arcane,

lucidi i miei pensieri aggrovigliati

come matasse in disuso, che brillano

nella luce del sole, ma come rame si ossidano

esposti al cielo che ti sovrasta, all’aria che respiri,

anima mia.

Marco Fantuzzi