Gli sbagli

Gli sbagli che abbiamo fatto in passato non devono darci il tormento per tutta la vita, se abbiamo agito in buonafede e pensando che la scelta fatta fosse la migliore per il nostro patrimonio di conoscenze in quel momento non dobbiamo pensare dieci anni dopo “se ritornassi indietro farei l’opposto di quello che ho fatto”, troppo facile giudicare a posteriori la vita passata con un livello di conoscenze superiori.

Dobbiamo lavorare sulla nostra mente, che ci condiziona in ogni momento della giornata e convincerci che ogni scelta fatta in passato era comunque la migliore per le condizioni psico-fisiche in cui eravamo in quel dato momento. Immergerci nei sensi di colpa servirà solo a farci trascinare dagli eventi adesso e in futuro invece di viverla appieno.

L’incertezza delle cose della vita, delle azioni che compiamo, e di cui a priori non conosciamo appieno gli effetti ma solo lo immaginiamo, è qualcosa che rende la vita più bella e affascinante. Un futuro già scritto, che conosciamo a priori non serve a vivere una vita migliore.

Immaginare quale futuro vogliamo è la cosa più stimolante che una persona possa desiderare, l’importante è capire dove bisogna indirizzarsi, e solo provando varie strade puoi trovare quella giusta o che perlomeno si avvicina ai tuoi desideri.

La vita è un’avventura, che lo desideriamo o no, non viverla non serve a niente, poi ognuno deve cercare il proprio modello, crearsi la propria filosofia, l’importante è non chiudersi in se stesso e isolarsi dal mondo ma confrontarsi con gli altri. Solo dal dialogo posso emergere idee nuove da poter sviluppare.

Marco Fantuzzi

La nostra sopravvivenza

Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generata.

(Albert Einstein)

La nostra sopravvivenza non può essere affidata a una politica che genera problemi che lei stessa vuole risolvere. Non servono solo nuove persone, è la visione che deve cambiare, serve vedere a lungo termine, cambiare il punto di vista di una politica che occhieggia solo al presente.

Occorre fare tabula rasa delle vecchie istanze che generano interessi in conflitto con il vivere quotidiano della gente, serve trasparenza e la politica questo non vuole concederlo.

Possiamo noi avere oblio delle guerre che continuamente insanguinano le nostre anime? E in nome di cosa uccidiamo i nostri simili, in nome della libertà che non possiederemo mai, in nome di un’idea di libertà che crediamo ci appartenga.

Noi non siamo animali, perché di essi non abbiamo l’istinto. Un lupo alla nascita sa già come fare a sopravvivere, ne ha l’istinto. L’uomo ha solo pulsioni che vanno incanalate in precise regole, altrimenti la sua sopravvivenza è a rischio.

Possediamo un’anima o non la possediamo? Di sicuro non ne abbiamo coscienza.

Marco Fantuzzi

24/01/2022

Non è con l’ottimismo

Non è con l’ottimismo che il mondo continuerà a migliorare, o almeno non solo con quello, tanto più che in molti settori della nostra società c’è stata un’inversione di tendenza negli ultimi anni.

Purtroppo sempre più persone stanno perdendo la voglia di combattere, anche se la pandemia che stiamo attraversando avrebbe dovuto spingerci in direzione ostinata e contraria.

Ma ci hanno frantumato e diviso, questo grazie anche ai social che tanto stanno facendo per distruggere la nostra latente umanità.

L’informazione che gira sul web, solo la punta dell’iceberg di quella che gira sul dark web, non è quella di cui avremmo bisogno. Abbiamo bisogno di un contesto reale, mentre invece ci perdiamo dentro sfavillanti dispositivi elettronici.

Più che dalle informazioni necessarie alla nostra vita siamo sommersi da tutto e dal contrario di tutto, soprattutto da una pubblicità compulsiva che non fa sconti a nessuno, che ti fa sentire inutile se non hai l’ultimo ritrovato della tecnica.

È una pubblicità grifagna che indebolisce la nostra vitalità e pur di non ammetterlo siamo disposti ad assumere qualsiasi pasticca colorata che ci viene proposta.

Marco Fantuzzi

19/01/2022

Siamo nati

Siamo nati nelle più profonde tenebre dell’ignoranza,

poi crescendo la famiglia, gli amici, le conoscenze

ci riempiono l’intelletto della materialità di questo mondo.

Sta a noi cercare nel nostro profondo interiore

lo spirito che ci dovrà sostenere nel corso di tutta la vita,

soprattutto nei momenti peggiori che comunque arriveranno.

Non c’è memoria

Non c’è memoria di epoche in cui la civiltà umana sia stata esente dalla corruzione, una corruzione presente nelle più alte rappresentazioni di laicità e religione, istituzioni, politica e imprenditorialità.

La criminalità organizzata, non a caso viene così denominata, si è talmente interessata all’apparato sano della società che a volte è perfino difficile riconoscerla e quasi impossibile rimuoverla, legata a doppio filo ritorto con tutte le persone e le attività che le va di coinvolgere.

Sconfiggere lo Stato mafioso è come sconfiggere lo Stato sano, per troppo tempo si è permesso alle varie mafie di intrufolarsi nella vita civile, è come un virus letale che ci condurrà dove vuole lui, serve un vaccino che ancora non esiste.

Chi ancora crede che sia possibile rimuovere un cancro ormai in metastasi non ha evidentemente studiato medicina oppure crede che un Dio ci aiuterà ad uscirne, ma è lo stesso Dio che nel paradiso terrestre cercò di corrompere Adamo, e ci riuscì!

Marco Fantuzzi

Quale profondità di pensiero

Quale profondità di pensiero può spingere un poeta alla follia, quali abissi raggiungere dove la profondità può togliere il fiato tanto da soffocarti per sempre. Ma a volte l’amore fa il miracolo, ti prende per mano e ti salva un’altra volta.

Credo che il suicidio, per un artista, sia una scelta di vita, una vita in cui l’arte ha terminato il suo percorso: un artista senza arte è come una stella cometa senza la sua coda. Come specchiare la propria vita nella quotidianità di una vita banale, per un artista penso sia molto difficile.

Marco Fantuzzi

A volte mi domando

A volte mi domando cosa sarebbe il mondo se saltassero le comunicazioni, se le persone fossero costrette a parlare con i vicini di casa, come si fa ancora nei piccoli paesi dove le relazioni umane hanno ancora un significato.

Immagino un mondo in cui mancasse l’elettricità e il petrolio, sapremmo sopravvivere senza tutti i confort che da essi derivano, sapremmo adattarci in poco tempo?

Io credo di sì, credo che avremmo bisogno di emozioni forti per ritrovare quello spirito di solidarietà che oggi esiste in modo sfumato, lontano, sullo sfondo della nostra vita.

Forse ci aumenterebbe l’ansia, o anche no, dovremmo solo cambiare lo stile di vita, quello stile a cui non vogliamo assolutamente rinunciare (ce lo siamo guadagnato, sta urlando qualcuno).

Ma se credessimo molto di più in noi stessi, e ci hanno disimparato a farlo, capiremmo la complessità di questo mondo (in cui il singolo non conta più nulla, in nessun ambito) riempito di informazioni da cui non riusciamo a districarci, informazioni di cui il 99% delle persone non sa che farsene.

Ma solo di quello vive il restante 1%, la costruzione dell’informazione, vera o falsa che sia non ha nessuna importanza.

Riusciremmo a vivere senza TV e giornali, i così famigerati “media”?

Credo proprio di sì, le persone sanno reagire alle difficoltà, e questa mancanza non si dovrebbe nemmeno definire tale, solo non ci sono più abituate, perché hanno delegato il loro benessere ad altri.

Provate a pensarci, spegnete tutto per qualche minuto, soprattutto i cellulari, e state soli con voi stessi, vuotate la vostra anima e fate affiorare i demoni che sono dentro di voi, quelli che ogni tanto vi fanno perdere il controllo.

Fate affiorare la paura, è normale averne, senza non potreste vivere, ma imparate a controllarla, sappiate che c’è, siatene consapevoli.

Marco Fantuzzi

Singolarità

Ogni singolarità è utile

a questo complesso mondo

(e già 3000 anni fa

l’uomo combatteva

gli stessi problemi di oggi

contro gli stessi uomini),

ma spendi bene il tuo tempo

che la tua vita ha un termine

e devi darle un senso

vivi libero e giusto

schiavo solo dei tuoi pensieri,

come se domani

per te non arrivasse.

Vivi la tua sorte senza lamentele

cambiala se non ti aggrada

ma non coltivare l’ignoranza.

Marco Fantuzzi

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