Le nuvole -Fabrizio De Andrè

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Le nuvole

Le nuvole,

mutevoli forme dell’anima,

il vento le modella,

muove, incrocia, sfrangia, ricompone.

Un lavorio incessante solleva la natura,

mai ferma, mai doma, in eterno movimento.

Ci vedi qualcosa in questa

piccola tavolozza di colori,

l’anima dipinta in uno specchio.

E ci domandiamo perché mai,

di mutevoli forme,

di miliardi di colori abbiam bisogno.

Marco Fantuzzi

Un fremito

Un fremito,

i tuoi occhi si posano su lande desolate

e par che vivano di brillante nostalgia.

Come stella impaziente

che attende il celarsi degli ultimi chiarori

così attendi come un fiore il limpido mattino.

Come farfalla voli leggera

a posarsi sulle mie dita di gioventù ricolme.

L’Amore

(tu lo sai e io lo so)

è un incontro di cuori vibranti,

di anime sputate dal vento

di bagliori mai domi

di oscene nudità, cercate e approvate

per l’altrui piacere.

La tua gioventù, dispersa in mille affanni

lenirà il mio dolore, batterà forte sul mio cuore.

Marco Fantuzzi

Si avvicina il tempo

Si avvicina il tempo

delle caduche foglie

dai mille colori

negli umidi pensieri.

MarFan

Vita

Vita, di pensieri errabonda

(disegni sopiti nel cuore)

vagar mi fai su desertiche lune

tra folli parole, ansimanti e ansiose.

Le grida di gioventù son foglie morte

sciocche risate di incontenibile vita

bruciate sul cammino del tempo.

Marco Fantuzzi

Sto nel tuo innocente sorriso

Sto nel tuo innocente sorriso,

negli occhi stanchi della notte,

sto sulle labbra del tuo viso,

nelle tue braccia, stanche di lotte.

Tu non ci sei, fiore da sbocciare,

dove porti il tuo lento cammino

ci sono impervi monti da scalare

per sentire il mio palpito vicino.

Bianche nuvole decorano l’amore,

sotto è limpida la pallida tua luna,

dolcemente rischiara il tuo rossore

in una notte tenebrosa e bruna.

Marco Fantuzzi

Ho perduto i miei occhi

Ho perduto i miei occhi,

mentre socchiudevo lo sguardo

e filiformi ciglia sbattevano nell’incontrarti.

Li ho perduti tra i sassi del mio cammino,

tra le campanule, lungo i fossi,

nello scorrere lieto delle fresche acque,

nel giorno che si spegne e giammai rivivrò.

 

Marco Fantuzzi