C’è un tempo perduto

C’è un tempo perduto

E un tempo ritrovato,

Ci sono le tue carezze

E ci sono le tue certezze,

I nostri incontri di ieri

E dell’oggi dolci pensieri,

C’è la luce sui nostri visi

E nel tramonto i sorrisi.

C’è il battito del cuore

Che spinge sul tuo seno,

C’è l’inconfondibile amore

Che arriva in un baleno,

C’è l’oggi e c’è il domani

E ci sei tu nelle mie mani,

C’è un bacio che mi preme

E c’è l’incanto del mio seme.

C’è tutto e non c’è niente

C’è solo passione ardente.

 

MarFan

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L’energia che ci appartiene

L’energia che ci appartiene da dove arriva? Quegli infiniti puntolini di materia, piccoli miliardesimi di miliardesimi di millimetro, da dove prendono l’energia vitale che li fa fluttuare continuamente e permette a noi di vivere?
C’è una spiegazione razionale e una irrazionale (la fede lo è sempre, perché abbandona il nostro libero arbitrio e ci fa credere in qualcosa che non possiamo vedere, né toccare, anche se molti dicono di sentire questo spirito invadente), a chi credere?
Certo queste sembrano tutte domande, potevo svolgere il tema affrontato in modo diverso, ma non sarebbe cambiato una virgola.
Il mondo è di un’incertezza disarmante e porsi o non porsi domande non fa nessuna differenza.
Pensiamo a quanti miliardi di atomi sono presenti nel nostro organismo, e non sono nemmeno i puntolini di cui dicevo all’inizio, questi compongono un atomo e hanno nomi diversi, forse non li abbiamo nemmeno scoperti tutti, perché ogni giorno l’uomo e con lui la scienza, si spingono a livelli sempre più microscopici e ogni giorno mette in dubbio qualcosa: maledetta incertezza!
Solo un granello di sabbia contiene miliardi di miliardi di atomi, riuscirà qualcuno un giorno a scomporre la materia e giungere all’intima natura di noi stessi, puntolini che vorticano su se stessi e intorno agli altri, fluttuando come onde e particelle.?
Questo siamo, nient’altro che materia assemblata di cui non sappiamo l’origine, non sappiamo chi siamo, né da dove veniamo, né dove un giorno andremo.
E quando gli atomi girano per il verso giusto siamo calmi e riflessivi, ma è quando collidono che il nostro cervello fa le scelte più scellerate.
Intanto, nel ventre della Terra, migliaia di scienziati, isolati nei loro laboratori di ricerca, fanno viaggiare atomi alla velocità della luce, li fanno collidere con altri, ne studiano le reazioni, impiegano miliardi di dollari per dare risposte che verranno forse utilizzate tra 10-20 anni.
Certo il progresso non si deve fermare, ma solo se l’utilità che crea è a disposizione di tutti, altrimenti a che serve progredire se il beneficio è di pochi che lo useranno a discapito dell’intera umanità.
Per decenni mi sono considerato un uomo di scienza, ora tutto ciò si sta incrinando, perché la scienza non è più al servizio di tutti, e forse non lo è mai stata, io l’ho capito solo adesso.
Oggi si dispone di una ricchezza materiale distribuita malissimo, in mano a poche persone considerando i miliardi di esseri umani.
Possibile nessuno capisca il valore di un essere umano che nasce già sapendo che morirà di fame?
Ma come disse qualcuno, di cui non ricordo il nome, la morte di un essere umano è un problema, o qualcosa del genere, ma cento, diecimila o un milione di morti sono solo statistiche da affidare alla storia.
Tutto ciò non è brutto, è orrendo, siamo in un’epoca in cui la vita non ha più nessun valore, a tutto diamo un prezzo, tutto ha un costo, poco spazio per sentimenti ed emozioni, solo quando vogliamo rilassarci andiamo a cercare un artista nel suo campo d’elezione per tributargli il giusto riconoscimento.
Siamo partiti dagli atomi per arrivare a parlare di arte, ma d’altra parte a livello microscopico vige l’indeterminatezza, mentre a livello macroscopico ci sentiamo tutti un po’ poeti, almeno qui da noi, popolo di santi ed eroi, nel vigore dell’incertezza.

Marco Fantuzzi

Marco Fantuzzi – Un uomo capovolto

Pedala acqua

Pedala acqua

questo mio mulino,

tra fresche ombre

di pini, un fumo

si alza lieve.

E si smorza la valle

tra acquerelli antichi,

là dove lo spazio giace

e l’animo mio trova pace.

Marco Fantuzzi

Sei nella mia nuvola di confusione

Sei nella mia nuvola di confusione,

impalpabile consistenza delle mie ore liete,

mi accompagni con grazia nelle mie scelte arcane,

lucidi i miei pensieri aggrovigliati

come matasse in disuso, che brillano

nella luce del sole, ma come rame si ossidano

esposti al cielo che ti sovrasta, all’aria che respiri,

anima mia.

Marco Fantuzzi

Mesci il cratere e versa vino

Mesci il cratere e versa vino …” zuccherino, del sapore del miele,

sì che le membra si stordiscano nel sole cadente

e ti concedano ore liete da Morfeo vegliate.

E l’alba avrà la luce dei tuoi occhi, splendenti di virtù,

e bacerò la curva delle labbra,

sì che la giornata si annunci nel migliore dei modi.

E andrò incontro al mio destino, celato agli sguardi,

con il vigore che ogni sfida attende.

E lì, sulla soglia, ti rivedrò, nel lucore del tramonto.

Marco Fantuzzi

Un lungo viaggio

Un lungo viaggio, questa è la vita,

non importa la meta, la conosciamo bene,

è scritta,

e non importa la partenza,

non ne abbiamo ricordo,

alziamo le vele e navighiamo,

a lungo, senza stancarci,

facciamo soste

per rifocillare il nostro spirito,

che tanto ci arricchiscono,

arriveremo sereni alla meta.

Marco Fantuzzi