Turbinio

Turbinio di foglie,

lucidi passi

pestati a forza

nella nuda polvere.

Carpe diem,

le lacrime dei morti

(nel buio della notte)

sono veli di rugiada

che il sole dissolve.

Le anime dei morti

colorano le stelle,

sono luci vivide

che scaldano la notte.

Tu dove sei

amore della mia vita,

senza di te

dove trovo il senso

del quieto vivere?

Ti ho visto morire,

abbandonare

il tuo roseo colore

e ora sei un sasso,

ne hai colore e consistenza.

Freddo, liscio, pesante

sei un peso sul cuore

chi mai lo toglierà?

Non condannare

Non condannare l’amore

che non ti corrisponde,

lascia il tuo cuore

libero da ogni ingombro.

Lascia la tua anima

libera di piangere

ma non soffocare

i tuoi sentimenti.

Donati all’amore

raccontagli i tuoi versi

brucia le circostanze avverse

non avrai perso mai.

Sospiro

Oh, donna infinita,

la vita è una trappola

senza di te,

le giornate interminabili

senza la tua voce

che riscalda il mio gelo.

Le notti cerco il tuo respiro,

sono un cielo senza stelle,

nemmeno la luna sorride.

Desiderarti e non averti

è insopportabile

(ti odierò se non sarai la mia compagna).

La mia memoria

C’è un posto silenzioso

nella mia memoria

dove il dolore

si è annidato.

Un pozzo

profondo e quieto,

note dolenti

nella mia musica.

Una viola d’amore

suona sul mio dolore,

staccando note

dalle mie corde.

Dove sono i prati

calpestati bambino,

tra il rosso dei papaveri

e il giallo dei denti di leone.

Io crescevo

mangiando ciocabèc

e tu ridevi con me.

Musa

Dov’è la Musa

che tanto mi ispirò,

della mia vita delusa

Ovidio, che mai farò?

Cosa canti poeta?

I tuoi languidi versi

di una vita desueta

da un freddo vento son dispersi.

Cento, mille anni

di mondo attraversato,

ma pieno d’affanni

niente è mutato.

Dubbi e certezze

le stesse di allora,

misere dolcezze

la vita ci accalora.

Ragione e religione

si combattono ancora,

siamo in piena afflizione

mentre la vita svapora.

Marco Fantuzzi

Folle

Uomo,

non hai colpe

del tuo stato

di folle lucidità.

Nell’utero sguazzavi felice,

tagliato il cordone

hai pensato di farcela da solo,

povero illuso!

Tutto devi ad una donna

e di tutto hai bisogno,

la sua presenza

ti è indispensabile.

Senza ti dibatterai

in un mare periglioso,

in breve tempo affogherai.

Cerca il suo viso,

brama i suoi occhi,

valgono più

di mille pensieri.

Chi sono io

Chi sono io,

a chi appartengo,

forse a questo mondo?

Felice per gli altri

basta un sorriso,

infelice per me

per il mio sentire.

Infelici i miei sensi,

desolati miei occhi,

afona la mia voce.

Un grande cuore

vibrante

come una corda di violino

è tutto quello che ho.

Domenica

Odio la domenica senza sole

in cui sembra mancare la vita,

un cielo grigio

triste come la mia anima.

La pioggia batte lenta,

su parchi desolati

su strade vuote

su macchine al rallentatore.

Il cielo è vuoto di uccelli

il prato è vuoto di insetti

solo il fiume è pieno

e si riempie sempre più.

Si gonfia e scoppia

e spacca gli argini

e trascina in un vortice

come la vita dentro me.