Un bellissimo Ego

Aveva accavallato le gambe di seta nera, più per abitudine che per altro, il suo sguardo non era ammiccante, non ne aveva bisogno. Il suo completo nero, un tailleur di taglio squisito, stringeva forme importanti, questo bastava a richiamare l’attenzione.

L’avevo osservata più volte, e l’avevo vista camminare nella sua alterigia, dubito che coltivasse rapporti umani, se non per necessità fisiologiche, o magari neppure per quelle, difficile da inquadrare.

Il suo sguardo era sempre sfuggente, forse non le interessava l’amore, bastava il suo ego a soddisfarla.

Magari nella sua piccola casa, con graziose tendine color lillà, concedeva al tempo di appropriarsi di se stessa, lontano da sguardi curiosi, davanti a uno specchio si deliziava dell’immagine nuda che nessuno avrebbe mai visto…

Un incipit abbandonato a se stesso

Amo

Amo la vita quando mi conviene

ma ripartir sempre mi sovviene,

l’amor mi coglie in ogni sguardo

amar le femmine senza riguardo.

Adorata donna inchinati a me

umile amore regalerò io a te,

spoglierò i tuoi veli senza pudore

e nell’anima tua conterò le ore.

O mia regina, con consumato ardore

disperderò nel tempo tutte le mie ore,

accarezzando l’ovale del tuo viso

ammaliato ormai dal tuo splendido sorriso.

Sei serena e te ne porti vanto

quando sciogli la voce tua in un canto,

io sperduto Ulisse in questo mare

bramo l’anima tua nel ritornare.

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