La nostra società

La nostra società, forse anche la nostra vita, assomiglia ad un castello di sabbia.

Ogni onda lunga in arrivo comporta un urto e qualcosa si distrugge, puoi provare a ricomporlo, ma non sarà mai il castello di prima.

Rimarrà nei nostri sogni o nei nostri rimpianti, a seconda della percezione che avremo del presente.

Potrebbe essere migliore o peggiore del precedente, ma sempre un castello di sabbia rimarrà, perché prima o poi il tempo lo sgretolerà.

 

Marco Fantuzzi

Ricordi

Mio padre avrebbe voluto lavorare in fabbrica, perché nel suo immaginario giovanile sembrava un posto sicuro, lui che nella vita ha fatto molto spesso lavori precari, ma non per questo si è mai abbattuto.

Io sono finito in fabbrica, nonostante un diploma di geometra, forse inconsciamente per accontentare mio padre: non ho realizzato me stesso, ma d’altra parte mi sono fermato poco per capire quali erano i miei sogni, solo in tarda età l’ho capito.

I miei figli non li ho portati verso niente di specifico, ho cercato di lasciarli liberi di fare le proprie scelte e subire i propri errori, solo così la vita ti dà la possibilità di crescere.

Spero abbiano una vita più serena e soddisfacente della mia, solo il tempo ce lo dirà, e che trovino da soli la loro strada, anche se in realtà il cammino non è mai solitario, sempre qualcuno ti cammina al fianco, ne saranno più gratificati.

Spero solo che negli anni il mio ricordo non crei loro dei sensi di colpa per quello che hanno fatto o per quello che non hanno fatto, questo non lo sopporterei, per me la vita è sempre stata piena di rimpianti.

L’importante è che siano convinti delle scelte che faranno in ogni momento, giuste o sbagliate solo lo scorrere del tempo lo dirà, perché la vita è questo: un continuo decidere di cose, di cui credi di avere il controllo, che possono o non possono renderti migliore.

In ogni momento sei a un bivio, ma non ci sono indicazioni, entrambe le strade portano dal presente al futuro.

Marco Fantuzzi

Dov’è il tuo amore?

Dov’è il tuo amore?

Passa il tempo

e ti conduce paziente

in cima ai tuoi giorni.

Vedi il bianco Ippogrifo

planare ad ali distese

su una lattiginosa luna

in cerca di virtù perdute.

Ascolti il fischio del vento

che ti porta le sue parole,

ma senti lacrimare

il cielo insieme a te.

Ti riga il volto

questa tristezza infinita,

lucida un viso

cui gli anni son sfuggiti.

In faccia hai il colore della terra

le lacrime il sapore del tuo mare

gli occhi il brillare del tuo cielo

e nell’aria desiderio d’amore.

Forte e fragile

come un amore calpestato,

dona e ricambia

il tuo rinnovato vigore.

Riempi i vuoti dell’anima

con il tuo spirito migliore,

non lasciare solo chi ti ama

non lo abbandonare.

Riempi d’amore il tuo domani!

 

Marco Fantuzzi