Il desiderio di conquista

Il desiderio di conquista non ci abbandonerà mai, il desiderio di porci obiettivi e di realizzarli è tutto ciò che ci tiene in vita e degli effetti collaterali che ne possono conseguire, non ci preoccupiamo troppo.

E non parlo dei desideri quotidiani, grandi o piccoli che siano, delle singole persone, no, parlo del desiderio di potere di chi governa le nazioni e riduce in schiavitù altri popoli più deboli per i propri interessi, e questo purtroppo vale per la maggioranza delle nazioni occidentali, è ormai diventato una filosofia di vita.

Anche se tutto ciò fa parte della natura umana, e per me è difficile da accettare, perché rendere schiavi i propri simili per gratificare il proprio senso di superiorità credo sia di quanto peggio l’uomo possa fare.

E facciamo troppo poco per invertire questa tendenza distruttiva che comporta una mancanza di diversità che non può far bene alla nostra società, perché cancella pezzi importanti di cultura.

L’identità culturale di un popolo non dovrebbe mai essere soffocata, perderemmo per sempre le ricchezze tramandate nei secoli, nei millenni e costate enormi fatiche.

Finché non capiremo che la diversità è un valore e non un disvalore non capiremo nemmeno perché siamo qui, ora.

Marco Fantuzzi

02/02/2022

La disuguaglianza

Può sembrare brutto da dire, ma la disuguaglianza è necessaria all’interno di una società e ancora di più all’interno di una civiltà.

La disuguaglianza permette alle idee di crescere e circolare più velocemente, quindi è indispensabile alla crescita di una comunità.

L’uguaglianza è importante quando si parla di diritti e giustizia sociale, di conquiste inalienabili, ma si parte sempre da una condizione di forte disuguaglianza.

L’uguaglianza è solo un pio desiderio, non esiste stato o nazione in cui l’uguaglianza sia una priorità o un valore fondante, nemmeno se lo scrivi in un inno nazionale o in un atto costitutivo di uno stato.

Possiamo considerare la disuguaglianza un bias, un errore sistematico, che ricorre in maniera prevedibile in determinate circostanze. La costanza di questa deviazione ci induce poi a cercare una spiegazione causale per risolvere il problema.

Ma a volte si tratta di dispersione casuale, è una diversa componente dell’errore umano.

Marco Fantuzzi

08/01/2022

Leggendo Paul Krugman

La scuola

La scuola dovrebbe darci le basi per essere creativi, dovrebbe spendere tempo a scovare i nostri talenti, perché una persona talentuosa ha una maggiore autostima di se stessa e se trova il tempo di condividere questo talento altri avranno la possibilità di cercare il proprio.

Nello stesso tempo dovrebbe insegnare le basi dell’alimentazione, che è una cosa quotidiana a indispensabile, molto più di tante nozioni, perché la salute è un dono che va preservato e l’alimentazione incide tantissimo sul benessere personale, non che le nozioni non servano, alcune sono indispensabili.

La scuola dovrebbe farci amare le materie che insegna, vale la pena ricordare che si passa più tempo a scuola che in famiglia, quindi il successo di una persona, e non parlo di quello economico, è equamente distribuito tra questi due ambienti.

Occorre anche dedicare più tempo all’educazione civica che ci farà cittadini migliori, perché insegnerà il rispetto per gli altri, e qui c’è tanto da fare, in una società che corre come la nostra, e non si capisce da che parte, il rispetto è davvero una merce rara.

E tutto questo fin dalla più tenera età, non isolando quelli che non ce la fanno a seguire gli insegnamenti, come spesso accade: troppo spesso ho sentito dire che non si può aspettare chi non ce la fa, ma nella scuola dell’obbligo questo è inaccettabile.

Arrivati alla scuola media superiore e poi all’università avremo formato persone con una maggiore coscienza e consapevolezza di sé e degli altri e saremo in grado di fare le scelte migliori per noi e chi ci circonda ne sentirà un benefico influsso.

Avremo imparato a condividere le nostre esperienze, ne saremo gratificati singolarmente e la società non potrà che trarne giovamento.

Marco Fantuzzi

Atlantide

Atlantide, la città perfetta, la società perfetta.

Ancora la cerchiamo, ancora speriamo, anziché demolirne il mito e costruire noi la nostra Atlantide.

Ma la nostra vita è solo una lunga odissea, che però non ci porterà da nessuna parte, perché una meta non ce l’abbiamo.

Consumiamo il tempo correndo, nella speranza che questo ci farà dimenticare il traguardo finale.

 

Marco Fantuzzi

La nostra società

La nostra società, forse anche la nostra vita, assomiglia ad un castello di sabbia.

Ogni onda lunga in arrivo comporta un urto e qualcosa si distrugge, puoi provare a ricomporlo, ma non sarà mai il castello di prima.

Rimarrà nei nostri sogni o nei nostri rimpianti, a seconda della percezione che avremo del presente.

Potrebbe essere migliore o peggiore del precedente, ma sempre un castello di sabbia rimarrà, perché prima o poi il tempo lo sgretolerà.

 

Marco Fantuzzi

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