Siamo un pianeta

Siamo un pianeta votato alla morte, finché non decideremo che vogliamo invertire la tendenza, distruggiamo ogni giorno la vita e la avveleniamo in modo dissennato nei tre elementi vitali per la nostra sopravvivenza: terra, acqua e aria.

Credo che non esista un punto di non ritorno per la Terra, credo invece che esista per l’uomo, anche se nessuno lo sa con certezza, quindi nell’incertezza si continua nell’opera di DISTRAZIONE DI MASSA che altro non porterà se non a una DISTRUZIONE DI MASSA, perché quando ce ne accorgeremo ci saremo talmente dentro che non riusciremo ad uscirne e incolpare gli altri non ci sarà di nessun aiuto.

Saremo all’inizio della SESTA ESTINZIONE DI MASSA e saremo cresciuti talmente tanto che non potremo non esserne gli attori principali.

Marco Fantuzzi

Illusorio

Illusorio, ma forse ancor più utopistico, è credere di poter addomesticare, o meglio ancora plasmare il pianeta Terra, l’ambiente in cui viviamo.

La natura si è sempre disinteressata degli abitanti che la popolavano, così minuscoli in uno spazio grande come un deserto di terra, acqua e cielo.

Noi oggi rappresentiamo una minuscola parte di tutte le specie animali comparse sulla terra, e chi non lo sa dovrebbe coltivare la propria ignoranza o informarsi in modo adeguato.

Ma mentre le altre specie sono state spazzate via da venti impetuosi, ora noi ci sostituiamo a questi venti e ci avviamo verso il collasso.

Chi vuole mettere la testa sotto la sabbia come uno stupido struzzo si accomodi, ma crescere a dismisura non è possibile.

La Terra è un elemento finito, e allora ben vengano le guerre e i cataclismi naturali, un po’ di pulizia serve per far posto a chi continua a nascere.

Ma la morte non fa differenza alcuna tra persone virtuose e non, e molto spesso uccide i più deboli, parafrasando Darwin, i più “inadatti” alla sopravvivenza della specie.

Marco Fantuzzi

Figli

Figli di un Dio minore

siamo noi esseri umani,

figli non amati

perché fuggimmo l’Eden.

E per questo delusi,

infelici, tristi,

oppressi, umiliati, offesi.

Briciole di felicità

spazzate via da un vento ribelle

su una tavola ancora imbandita.

Questo vento che coglie

e ci raccoglie

come legna da ardere

in un bosco abbandonato da Dio.

Ma una terra feconda

mai smetterà di lottare

e uomini e donne

continuerà a generare.

Marco Fantuzzi

Marinaio

Quale nave nera solca i mari

scintillanti di onde e schiuma,

quali vele ondeggiano

sospingendo i marinai

tra perigli immaginabili.

Cosa li attende

al di là dell’orizzonte

su strette scie d’acqua.

Menti sconvolte

da uragani di pensiero

(di cui si è persa la nitidezza)

visi induriti

dal vento e dal sale,

cotti dal sole.

Il tuo sguardo lontano

scruta l’immensità delle acque

alla ricerca di un lembo terreno

dove posare le proprie membra.

Combatti tutta la vita

contro venti terribili,

onde di dieci metri,

freddo,

ma poi arrivi sull’isola misteriosa

in cui trovi la pace.

Domenico

Quale coma inverecondo

ha potuto portarti via,

ti ha sconnesso dal mondo

definitivamente.

Ora c’è solo silenzio

ma la tua mente

albergherà per sempre

nei nostri cuori.

Le tue parole,

la tua voce,

il tuo sorriso,

saranno la nostra vita.

È solo un corpo che se ne va

rimane tutto il resto

ad allietare i tuoi compagni.

Hai seminato amore

nei campi fertili della nostra vita,

tutti noi raccoglieremo il frutto

della tua amata terra.