La nostra sopravvivenza

Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generata.

(Albert Einstein)

La nostra sopravvivenza non può essere affidata a una politica che genera problemi che lei stessa vuole risolvere. Non servono solo nuove persone, è la visione che deve cambiare, serve vedere a lungo termine, cambiare il punto di vista di una politica che occhieggia solo al presente.

Occorre fare tabula rasa delle vecchie istanze che generano interessi in conflitto con il vivere quotidiano della gente, serve trasparenza e la politica questo non vuole concederlo.

Possiamo noi avere oblio delle guerre che continuamente insanguinano le nostre anime? E in nome di cosa uccidiamo i nostri simili, in nome della libertà che non possiederemo mai, in nome di un’idea di libertà che crediamo ci appartenga.

Noi non siamo animali, perché di essi non abbiamo l’istinto. Un lupo alla nascita sa già come fare a sopravvivere, ne ha l’istinto. L’uomo ha solo pulsioni che vanno incanalate in precise regole, altrimenti la sua sopravvivenza è a rischio.

Possediamo un’anima o non la possediamo? Di sicuro non ne abbiamo coscienza.

Marco Fantuzzi

24/01/2022

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

Cesare Pavese

Nella quiete del tempo

Nella quiete del tempo

trovai il mio cammino

steso tra resilienti canneti

in balia del vento.

La primavera

aveva inondato il mare

verde brillante

come foglie bagnate di rugiada.

L’aria disseminava

canti e profumi

i lillà erano in fiore

e i nidi ricchi di allori.

La vivacità della natura

con i suoi cicli infiniti

di semina e raccolto era lì

nella quiete del tempo.

03/01/2021

Leggendo Olga Tokarczuk

Oggi ho attraversato …

Bisogna lavorare per accenni, non proprio su quello che si dice e non del tutto su quello che si fa. (Virginia Woolf)

Oggi ho attraversato un tratto dell’Appennino, la strada era poco trafficata e ho potuto rimirare gli infiniti boschi di faggi, castagni e conifere: era un verde meraviglioso e rilassante.

In auto posso solo immaginare ciò che si cela nel folto del bosco: gli odori carichi di umidità che trattengono le foglie, i colori del sottobosco (in autunno sono addirittura meravigliosi), i canti degli uccelli che danno un valore al silenzio, così presente per lunghi tratti.

Camminare a piedi in mezzo al fitto verde, fermarsi a osservare i sentieri non calpestati e non segnati, i funghi, qualche fiore, i tronchi ricoperti di muschio, il sole che non entra.

Qui l’uomo passa di rado, senza devastare ma solo per raccogliere.

E giù, lungo il torrente, le trote guizzano veloci e i merli acquaioli si tuffano nell’acqua, fredda in ogni stagione.

Qui il tempo si è fermato a cinquant’anni fa quando l’uomo si decise ad andarsene in cerca di lavoro e comodità.

Marco Fantuzzi

21/09/2019 – stesura iniziale

Castelnovo ne’ Monti

Non è con l’ottimismo

Non è con l’ottimismo che il mondo continuerà a migliorare, o almeno non solo con quello, tanto più che in molti settori della nostra società c’è stata un’inversione di tendenza negli ultimi anni.

Purtroppo sempre più persone stanno perdendo la voglia di combattere, anche se la pandemia che stiamo attraversando avrebbe dovuto spingerci in direzione ostinata e contraria.

Ma ci hanno frantumato e diviso, questo grazie anche ai social che tanto stanno facendo per distruggere la nostra latente umanità.

L’informazione che gira sul web, solo la punta dell’iceberg di quella che gira sul dark web, non è quella di cui avremmo bisogno. Abbiamo bisogno di un contesto reale, mentre invece ci perdiamo dentro sfavillanti dispositivi elettronici.

Più che dalle informazioni necessarie alla nostra vita siamo sommersi da tutto e dal contrario di tutto, soprattutto da una pubblicità compulsiva che non fa sconti a nessuno, che ti fa sentire inutile se non hai l’ultimo ritrovato della tecnica.

È una pubblicità grifagna che indebolisce la nostra vitalità e pur di non ammetterlo siamo disposti ad assumere qualsiasi pasticca colorata che ci viene proposta.

Marco Fantuzzi

19/01/2022

L’ordine

L’ordine è un disordine imperfetto

Ogni cosa è imperfettamente

Al suo posto.

Io cavalco l’onda

Minuscole diverse gocce d’acqua

Che formano un mare

Poi evaporano al sole

E spingono nuvole portate dal vento.

26/12/2021

Pensieri mattutini

Tra mura ingiallite di pianto

Tra mura ingiallite di pianto

è rimasto l’odore del silenzio,

qualche scricchiolio, nient’altro.

La casa è desolata

come una terra abbandonata,

fredda come il mio cuore.

Ho spento l’ultima brace

che scaldava il mio letto bambino

col tepore caldo di nonna Teresa.

Sembra banale ripensare

ai suoi tortelli di zucca

sulla cucina economica,

al calore di una vecchia famiglia.

Marfan's poetry

Fino a che punto …

Fino a che punto la follia è frutto della nostra mente, fino a che punto i nostri comportamenti sono solo nostri e non anche dettati da meccanismi turbati da variabili imprevedibili che non ci danno il tempo di riflettere?

I raptus, di cui tanto si parla quando si perde il controllo, esistono davvero o sono solo emozioni latenti?

Io ho letto pochissimi libri di psicologia, ma credo che quello che esca, fosse già dentro di noi, quiescente e poi zampillante come un vulcano disturbato da un lungo sonno.

Marco Fantuzzi

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