Led Zeppelin

Lascio a voi l’interpretazione di questa stupenda e complessa canzone, anche se è riduttivo chiamarla canzone. Fu scritta nel 1970 da Robert Plant e Jimmy Page, le due anime fondanti dei Led Zeppelin.

Ho baciato gli spigoli

Ho baciato gli spigoli su cui appoggi la vita

opportuni appigli per avanzare, per sollecitare richieste.

Ho arrotondato gli spigoli smussando le asperità del cammino

lisciando finemente le efelidi, una per ogni vita.

Ho plasmato gli spigoli per l’amore che ti devo

che ha bagnato i miei capelli, mentre il tuo sole risplendeva.

26/12/2021

Pensando a te

Ci saranno sempre soldi

Ci saranno sempre soldi,
puttane e ubriaconi,
fino all’ultima bomba.
Ci saranno sempre soldi,
Ma come Dio ha detto, accavallando le gambe…
vedo che ho creato
fin troppi poeti,
ma non altrettanta poesia …

Charles Bukowski

Come una metastasi celeste

Come una metastasi celeste

Arrivò quieta sui nostri lidi

E mai più se ne andò.

Un’escrescenza folle sbucò

All’improvviso, tra quieti silenzi

Nella carne che esplose al cielo.

13/03/2021

Leggendo Valerio Magrelli

La nostra sopravvivenza

Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generata.

(Albert Einstein)

La nostra sopravvivenza non può essere affidata a una politica che genera problemi che lei stessa vuole risolvere. Non servono solo nuove persone, è la visione che deve cambiare, serve vedere a lungo termine, cambiare il punto di vista di una politica che occhieggia solo al presente.

Occorre fare tabula rasa delle vecchie istanze che generano interessi in conflitto con il vivere quotidiano della gente, serve trasparenza e la politica questo non vuole concederlo.

Possiamo noi avere oblio delle guerre che continuamente insanguinano le nostre anime? E in nome di cosa uccidiamo i nostri simili, in nome della libertà che non possiederemo mai, in nome di un’idea di libertà che crediamo ci appartenga.

Noi non siamo animali, perché di essi non abbiamo l’istinto. Un lupo alla nascita sa già come fare a sopravvivere, ne ha l’istinto. L’uomo ha solo pulsioni che vanno incanalate in precise regole, altrimenti la sua sopravvivenza è a rischio.

Possediamo un’anima o non la possediamo? Di sicuro non ne abbiamo coscienza.

Marco Fantuzzi

24/01/2022

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

Cesare Pavese

Nella quiete del tempo

Nella quiete del tempo

trovai il mio cammino

steso tra resilienti canneti

in balia del vento.

La primavera

aveva inondato il mare

verde brillante

come foglie bagnate di rugiada.

L’aria disseminava

canti e profumi

i lillà erano in fiore

e i nidi ricchi di allori.

La vivacità della natura

con i suoi cicli infiniti

di semina e raccolto era lì

nella quiete del tempo.

03/01/2021

Leggendo Olga Tokarczuk

Oggi ho attraversato …

Bisogna lavorare per accenni, non proprio su quello che si dice e non del tutto su quello che si fa. (Virginia Woolf)

Oggi ho attraversato un tratto dell’Appennino, la strada era poco trafficata e ho potuto rimirare gli infiniti boschi di faggi, castagni e conifere: era un verde meraviglioso e rilassante.

In auto posso solo immaginare ciò che si cela nel folto del bosco: gli odori carichi di umidità che trattengono le foglie, i colori del sottobosco (in autunno sono addirittura meravigliosi), i canti degli uccelli che danno un valore al silenzio, così presente per lunghi tratti.

Camminare a piedi in mezzo al fitto verde, fermarsi a osservare i sentieri non calpestati e non segnati, i funghi, qualche fiore, i tronchi ricoperti di muschio, il sole che non entra.

Qui l’uomo passa di rado, senza devastare ma solo per raccogliere.

E giù, lungo il torrente, le trote guizzano veloci e i merli acquaioli si tuffano nell’acqua, fredda in ogni stagione.

Qui il tempo si è fermato a cinquant’anni fa quando l’uomo si decise ad andarsene in cerca di lavoro e comodità.

Marco Fantuzzi

21/09/2019 – stesura iniziale

Castelnovo ne’ Monti

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