Un grazie a Primula

via Fatti non foste a viver come bruti…

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È caduto il cielo

È caduto il cielo,

ma ormai era in disuso,

nessuno più si rivolgeva a lui

e incurante egli dimenticò

uomini e donne.

Nemmeno le preghiere ascoltava più,

e scendere continuava

su queste persone

senza fede alcuna.

Malanimo di un mondo,

che ognora non dà pace

eppure un dì era sì loquace!

Marco Fantuzzi

Solo così

Solo così, per donare tempo,

per questo penso a te,

ai tuoi solitari cammini

nell’ondeggiante mare di spighe dorate.

A te, Venere e conchiglia,

che ogni giorno dischiudi i tuoi pensieri,

a te, donna,

nel tepore dei tuoi anni raccolti.

 

Marco Fantuzzi

era un giorno di vento

Grazie per queste immagini, per queste belle emozioni!

poesie e altro

Brooke Shaden

Era un giorno di vento teso
mulinelli e cartacce da schivare
un giorno da procedere obliqui
invidiando lo slancio ai gabbiani –
padroni del vento e frecce
sommersi in un giubilo di raffiche

era un giorno di vento sferzante
l’aria sbucciava la crosta al mondo
svelava stringhe del passato, a caso
sapori e suoni in smarrimento

ora che il vento ci spinge
verso incroci sbagliati
sentieri senza biforcazioni
più forte dei gabbiani è la memoria:
una tenerezza antica, i grilli nella notte
il mare d’estate, profumo di abeti
voci amate che il passato
ci sospinge nel vento

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Scusarmi non devo

Scusarmi non devo per la mia intelligenza

che alla tua non è certo superiore,

scusare non devo i miei comportamenti

essi sono determinati da scelte benevole,

scusare non devo l’amore che provo,

giammai me ne vergogno,

anzi non dovrei nasconderlo a nessuno,

perché mentire a se stessi è vacuità immensa.

 

Marco Fantuzzi

Quando un giorno — Rituali Minet

Quando un giorno verrete alla mia tomba non bussate come solita è la gente accendete la presenza col silenzio mormorando un perdono controvento fra le gore delle siepi. Fischiettando, rallegrerete i marmi con l’olio della lampada sul capo versato a goccia piena, d’abbondanza per rischiarare il tempo già accaduto. Quando verrete allora alla mia tomba […]

via Quando un giorno — Rituali Minet

Ricordi

Mio padre avrebbe voluto lavorare in fabbrica, perché nel suo immaginario giovanile sembrava un posto sicuro, lui che nella vita ha fatto molto spesso lavori precari, ma non per questo si è mai abbattuto.

Io sono finito in fabbrica, nonostante un diploma di geometra, forse inconsciamente per accontentare mio padre: non ho realizzato me stesso, ma d’altra parte mi sono fermato poco per capire quali erano i miei sogni, solo in tarda età l’ho capito.

I miei figli non li ho portati verso niente di specifico, ho cercato di lasciarli liberi di fare le proprie scelte e subire i propri errori, solo così la vita ti dà la possibilità di crescere.

Spero abbiano una vita più serena e soddisfacente della mia, solo il tempo ce lo dirà, e che trovino da soli la loro strada, anche se in realtà il cammino non è mai solitario, sempre qualcuno ti cammina al fianco, ne saranno più gratificati.

Spero solo che negli anni il mio ricordo non crei loro dei sensi di colpa per quello che hanno fatto o per quello che non hanno fatto, questo non lo sopporterei, per me la vita è sempre stata piena di rimpianti.

L’importante è che siano convinti delle scelte che faranno in ogni momento, giuste o sbagliate solo lo scorrere del tempo lo dirà, perché la vita è questo: un continuo decidere di cose, di cui credi di avere il controllo, che possono o non possono renderti migliore.

In ogni momento sei a un bivio, ma non ci sono indicazioni, entrambe le strade portano dal presente al futuro.

Marco Fantuzzi