Non riesco a pensare

Non riesco a pensare

mentre ti guardo camminare,

non riesco a sognare

e nemmeno a parlare.

Muta la mia lingua

come muto il tuo sguardo

che forse vorrebbe dire

mille e mille pensieri.

Cattura nell’aria

i miei desideri,

cattura nel vento

le mie speranze.

Ineffabile donna

di delicata armonia

vorrei solo aggrapparmi a te,

ma ho perso

il coraggio della speranza.

Quale donna vorrebbe

un uomo così,

fragile e inquieto,

tu lo vorresti?

Marco Fantuzzi

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Neil Diamond – Song Song Blue

Una mosca appesa

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E’ una stagione di incontri

È una stagione di incontri

senza speranza alcuna,

cogliere non so, nel suo sguardo

una scintilla, un sorriso.

È un’algida bellezza

su un bianco incarnato,

la seriosità del suo sguardo,

gli occhi vivaci e controllati

sembrano dire:

io aspetto la luce dei tuoi occhi

come il buio attende la luna,

ma non far sì che tramonti,

bruciata da un vivido mattino

che annienterà la mia voce.

Quale spirito sei,

una voce a dispiegare versi,

suoni sciolti sulle labbra,

desiderose di un contatto,

a spezzare parole, e produrre silenzi.

Raccontami di te dei tuoi umori,

dei malumori, dei sorrisi mancati,

degli amori bruciati, e cammina

mentre parli, sì che possa gioire,

mentre guardo il tuo passo dolce e sicuro.

È già amore tutto questo.

Marco Fantuzzi

Un mondo ignobile

Un mondo ignobile è quello che uccide i bambini, che lascia le donne in balia della violenza maschile, che emargina gli anziani, che isola i disoccupati, che colpevolizza i diversi, che si fa bello delle sue leggi e dei ricchi che le hanno create (c’è stata una lotta di classe tra ricchi e poveri, ma l’hanno vinta i primi), che crede in un Dio perché è senza fede e in nome suo stupra e uccide (sono una scusa le guerre di religione).

Un mondo che distrugge se stesso, un paradiso che ci è stato donato, e che era solo da plasmare, ma non a nostra immagine e somiglianza, ma nel gusto della condivisione con gli altrui esseri viventi; e invece non contenti di avere reso irrespirabile e invivibile questa nostra Terra siamo alla ricerca, già da tempo, di un pianeta su cui emigrare.

Povero esule, che non si accontenta del luogo natio, non perché qualcuno lo scaccia a forza in nome di un diritto razzista di schiavitù che è marchiato a fuoco nel nostro cuore prima ancora che nei nostri geni, ma perché il luogo natio non c’è più.

Povero esule, sei l’essere vivente più imperfetto che sia mai comparso sulla Terra, forse dovresti vivere in anarchia, senza riproporre i tuoi geni nei destini di altri; non dispero che un giorno troverai questa consapevolezza per vivere ed estinguerti!

Marco Fantuzzi

Dove sei amico mio

Dove sei amico mio,

senza te ho spento la speranza,

senza te non c’è presente, solo ricordo.

Vado avanti, ad inseguire la vita,

ma qualcosa si è fermato quel giorno,

un grigio mattino di novembre.

Esorcizzo la paura della morte

(tutti l’abbiamo in dote)

che può accadermi, cosa temere!

La lucida follia del vivere

non mi mancherà, riempire le ore

per non sentirsi soli, questo siamo noi.

 

Marco Fantuzzi

Jacques Brel – La chanson des vieux amants